Sicurezza
Idranti, solo uno su quattro non funzionava
Danti polemico con i condomini delle Regine: si sta cercando di dare la colpa al Comune per il rogo
ABETONE. Sotto sequestro il condominio “Le Regine” di via Privata Petrucci, andato a fuoco sabato notte. Al momento la procura non ha aperto fascicoli di reato, ma non è escluso che possa farlo nei prossimi giorni.
L’incendio è partito da una canna fumaria, per la brace lasciata accesa dopo una grigliata. I tizzoni hanno bruciato la parte interna del camino, che si è saturato e surriscaldato. Dei dodici appartamenti del complesso quattro (gli ultimi due piani) sono andati completamente distrutti. Sono intervenuti pompieri con autobotti da Pistoia, San Marcello e Pievepelago, ma anche i residenti hanno dato una mano con gli idranti presenti in loco. Ed è proprio su questi che si è scatenata la protesta dei condomini delle Regine: «Al momento dell’arrivo dei pompieri - ha detto uno dei proprietari al Tirreno - le bocchette antincendio non funzionavano».
Affermazione che smentisce nuovamente il sindaco Giampiero Danti: «Mi pare si stia cercando di dare la colpa al Comune - polemizza - ma le responsabilità non sono nostre. Non ho avuto modo d’incontrare i condomini, e sarò lieto di farlo al più presto. Stamani (ieri, ndr)ho mandato i tecnici a controllare i quattro idranti. Tre erano perfettamente funzionamenti, uno è in fase di installazione e non era utilizzabile».
Ci sono stati problemi di approvvigionamento di acqua? «Logico che - sottolinea - quando si pompa tanta acqua insieme la pressione si abbassa, ma il rogo non è dipeso da quello e come territorio non abbiamo problemi di approvvigionamento. Stiamo ripienando gli acquedotti dalle sorgenti del Lago Nero e del Monte Gomito». La realtà, afferma Danti, è che Abetone è distante «20 chilometri dalla prima caserma dei pompieri». E i vigili del fuoco hanno avuto grosse difficoltà con i camion una volta arrivati in via Petrucci. La strettoia li ha obbligati a fermarsi sopra e allungare le manichette. «Abbiamo un progetto per allargare la strada e congiungerla a quella del depuratore. Vanno abbattuti alcuni alberi. Essendo questa una zona a vincolo paesaggistico la Soprintendenza ha negato il permesso», conclude amareggiato Danti. Che promette di tornare alla carica per strappare un sì.
Tiziana Gori
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