Il Tirreno

Pistoia

Fuori uso una telecamera di sorveglianza su tre

di Massimo Donati
Fuori uso una telecamera di sorveglianza su tre

Pistoia, dalla tempesta di inizio marzo una quarantina di occhi elettronici del sistema collegato con le forze dell’ordine è fuori uso

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PISTOIA. Dovrebbero garantire maggiore sicurezza soprattutto a chi frequenta il centro storico o i parchi pubblici. E da quando hanno cominciato a fare la loro comparsa nel lontano 2005 hanno in più occasioni raggiunto il loro scopo. Permettendo anche di identificare autori di furti e di atti vandalici. Ma il problema è che delle circa 130 telecamere del Comune che permettono la videosorveglianza in tempo reale della città da parte di polizia municipale e forze dell’ordine ben il 30 per cento ad oggi non funziona più.

Alcune di queste già da prima, ma la maggior parte dalla tempesta di vento del marzo scorso che, con la sua furia, oltre a devastare abitazioni, aziende e giardini, ha messo fuori gioco una quarantina di occhi elettronici.

A sollevare il problema, con un’interpellanza al sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli, sono stati i consiglieri comunali Andrea Betti e Paolo Lattari, che chiedono appunto al primo cittadino se le segnalazioni avuti direttamente dal sindacato di polizia Sap corrispondano o meno al vero. E domandano se sia già stato programmato dall’amministrazione comunale un intervento risolutore: «Resta inteso che, ove ancora nulla fosse in tal senso programmato, invitiamo l’ amministrazione ad attivarsi e porre in essere, con la massima urgenza, gli interventi necessari alla risoluzione, a nostro parere di primaria importanza per la tutela e la sicurezza dei cittadini».

Il Comune ha però ben in mente il problema, ma per il momento deve aspettare il resoconto dei periti dell’assicurazione per capire a quanto ammonteranno i risarcimenti per i danni causati dal vento e, in base a quell’importo, stilare il piano per le riparazioni.

I problemi del sistema di videosorveglianza non riguardano comunque soltanto le singole telecamere, ma anche il collegamento per la trasmissione delle immagini alla centrale della questura e a quella dei carabinieri, a volte difficoltoso.

Fatto sta che attualmente sono 128 le telecamere di sorveglianza installate via via negli anni dal Comune di Pistoia in città, a cui ne va aggiunta un’altra quindicina che non è inserite direttamente nella rete di sorveglianza ma che può comunque tornare utile alle forze dell’ordine, come le telecamere dei varchi elettronici per la Ztl, quelle poste a presidio delle corsie preferenziali, quelle dei cosiddetti autovelox fissi. E ultimamente anche quelle “mobili” utilizzate per reprimere il fenomeno delle discariche abusive dei rifiuti urbani.

Insomma, anche se difficilmente qualcuno se ne accorge, camminando per le vie del centro o entrando in un ufficio pubblico, i nostri movimenti vengono monitorati pressoché continuamente e, se venissero considerati “sospetti”, potrebbero essere seguiti in tempo reale dalla centrale che si trova al comando dei vigili urbani e da quelle gemelle in funzione in questura e al comando dei carabinieri.

Persino nei parchi pubblici o allo stadio non ci si libera dal controllo: se piazza del Duomo e dintorni è la zona più capillarmente controllata, sia lo stadio comunale Melani che i parchi pubblici, come quello di Monteoliveto o quello del Villone Puccini, dispongono di telecamere che hanno il compito di monitorare 24 ore su 24 il comportamento di chi frequenta questi luoghi. La denstà maggiore di occhi elettronici rimane appannaggio del comparto della Sala, fulcro della Movida pistoiese, delle centralissime via Roma, via Cavour, via Curtatone e Montanara e via degli Orafi. Una particolare attenzione nel controllo è stata riservata anche ai parcheggi pubblici, luogo frequente di aggressioni fisiche e verbali, soprattutto nei confronti di donne.

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