Proteste
Uffici postali, il Comune confida nel Tar
L’ente: piano industriale da rivedere, non escludiamo mobilitazioni pubbliche con i comitati
PISTOIA. Dopo l'ennesima notizia che Poste Italiane continua - senza nessuna battuta di arresto - nel processo di chiusura degli sportelli postali, servizi pubblici essenziali, presenti nelle zone collinari, il Comune sente l'urgenza di tornare a ribadire, anche pubblicamente, la propria contrarietà al piano industriale di Poste, nel mentre prosegue al fianco della popolazione locale, di molti altri comuni toscani e con il coordinamento della Regione Toscana, la battaglia per scongiurarne l'applicazione.
Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana è stato recentemente integrato con nuovi documenti e si attende la pronuncia nei primi giorni di settembre.
Intanto il governatore della Toscana Enrico Rossi ha incontrato il sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico con delega alle comunicazioni Antonello Giacomelli e a fine agosto incontrerà i vertici di Poste Italiane a Roma. Amministrazioni e comitati non escludono inoltre la possibilità di attivare mobilitazioni pubbliche, con il coinvolgimento anche dei sindacati di categoria.
Ricordiamo che dal 7 settembre sono 5 gli uffici postali nel solo territorio del Comune di Pistoia a chiudere i battenti: Cireglio, Le Grazie, Pracchia, Sammommè, Villa di Baggio, con riduzione dell’orario di apertura per lo sportello di Piteccio.
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