Il Tirreno

Pistoia

Imu e parrocchie «Chiediamo solo i pagamenti dovuti»

di Elisa Valentini
Imu e parrocchie «Chiediamo solo i pagamenti dovuti»

San Marcello, respinta la mozione presentata da Fini (Pd) Il sindaco: siamo disponibili a rinunciare alle sanzioni

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SAN MARCELLO. È stata respinta col voto contrario in blocco da parte dei colleghi di maggioranza la mozione presentata dal consigliere Gabrio Fini nel consiglio comunale di mercoledì.

Fini chiedeva all’amministrazione di impegnarsi a valutare, caso per caso, la sussistenza dei requisiti per l’esenzione da Imu degli edifici utilizzati a fini di culto, sociali e culturali (come gli oratori) di proprietà delle parrocchie e quindi al ritiro del ricorso in commissione regionale promosso dal Comune per la riscossione dell’imposta.

Il sindaco Silvia Cormio, affiancata dall’avvocato Giangrande che segue il contenzioso legale, ha motivato il “no” spiegando che «si tratta di una mozione già superata». «Premesso che i nostri rapporti con le parrocchie del territorio sono ottimi – ha detto - gli uffici hanno dovuto fare questi accertamenti anche a seguito di una serie di pronunce che hanno dato ragione ai Comuni. Non possiamo non riscuotere i tributi che ci spettano e poi, esentare chi non ha diritto, sarebbe un’ingiustizia verso gli altri. Il consigliere Fini ha sbagliato a non confrontarsi prima con noi, poiché avrebbe saputo che il Comune ha già avviato con la Curia, che abbiamo incontrato circa 2 mesi fa e che ha riconosciuto la sua obbligazione, un tentativo di conciliazione per andare incontro il più possibile alle parrocchie. Ci siamo resi disponibili a riscuotere quanto dovuto in termini di Imu, rinunciando alle sanzioni. Sarebbe ridicolo impegnarsi oggi per qualcosa che abbiamo già fatto».

L’accertamento compiuto dal Comune nel 2013, per il quinquennio precedente, che ha riguardato anche alcuni edifici di proprietà delle curia, rivelò alcune irregolarità nel versamento dell’Imu da parte di 8 parrocchie a cui fu inviato il conto da pagare.

Giangrande ha precisato che la linea giurisprudenziale prevalente ritiene non esenti Imu tutti gli edifici per i quali non si può dimostrare l’utilizzo esclusivo a scopi pastorali. Anche nel caso di concessione in comodato gratuito, ad esempio per eventi e feste, tali locali diverrebbero soggetti ad Imu. Sono esenti, invece, l’abitazione residenza del parroco e gli edifici di culto. Le 8 parrocchie hanno fatto ricorso in commissione tributaria provinciale che a metà di loro ha dato ragione. «Una questione interpretativa – ha spiegato l’avvocato- ma se arrivassimo in Cassazione, troveremmo un orientamento favorevole ai Comuni».

«Sulla nostra montagna – ha precisato Cormio – a questo accertamento hanno già provveduto Marliana, Piteglio e Abetone. Cutigliano lo sta facendo». Fini è rimasto con l’amaro in bocca. «Con questa mozione – ha detto – non chiedevo una spiegazione tecnica, ma un impegno politico, anche per non incrinare i rapporti con le parrocchie che svolgono un ruolo sociale importante». Richiesta condivisibile per i consiglieri di minoranza Ferrari e Gaggini che hanno votato sì alla mozione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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