Il dolore
Percorso fluviale sommerso dal degrado
Rifiuti disseminati ovunque nei 5 chilometri di sentiero lungo l’Ombrone. Semidistrutti e illeggibili i cartelli illustrativi
PISTOIA. I frequentatori più assidui del percorso fluviale sull’Ombrone non ne possono più di vedere quella spazzatura e quel «sudicio» aumentare di giorno in giorno. Un degrado alimentato dall’ignoranza dei loro concittadini e dalla noncuranza di coloro che dovrebbero mantenere l’area pulita. Anche ai frequentatori meno abituali però, non sarà certo sfuggito, e soprattutto piaciuto, il susseguirsi di rifiuti che s’incontra dal ponte di Gello in giù.
«Questi sacchi – sono pronti a giurare i fedelissimi del lungo-Ombrone – sono qua da almeno due mesi. Sono venuti a mettere i sacchetti neri dentro ai cestini, ma poi, evidentemente, si sono dimenticati di tornare a svuotarli».
L’immondizia non assedia solo le aree intorno ai contenitori. Ci sono infatti anche sacchi abbandonati sotto il ponte e, poco più in là, vicino ai cespugli. «Per almeno 4chilometri e 800 metri – spiega un cittadino che spesso e volentieri utilizza il percorso fluviale – la situazione è di degrado. Si vede che a nessuno importa di curare questo patrimonio e di tenerlo pulito. Eppure qui – continua – il sabato e la domenica è pieno di gente».
Oltre che contro i tanti rifiuti, il dito viene puntato anche per denunciare le condizioni tragiche in cui versano i cartelli illustrativi che, lungo il sentiero, dovrebbero aiutare a scoprire e a conoscere le bellezze locali della natura. Decifrare quegli “scheletri” è un’impresa ardua. Chi volesse leggere qualcosa sulla rana verde dall’apposita stazione di sosta del percorso fluviale dell’Ombrone, non potrebbe certo farlo sul cartello, semidistrutto e illeggibile. Tra quelli rovinati dai vandali e quelli usurati dal tempo, la curiosità non può trovare spazio.
«Qualche anno fa – racconta uno dei fruitori del percorso, all’altezza del ponte di Gello – c’era anche un cartellone illustrativo sull’intero sentiero da fare a piedi. E’ stato buttato giù da gente incivile e nessuno lo ha mai sostituito. Stessa cosa per una panchina portata via dalla piena».
Quello che chiedono molti tra i cittadini che per svago utilizzano il percorso fluviale, è che ci sia una maggiore cura dell’ area. Una meta, tra l’altro, assai battuta in questo mese d’agosto da coloro che restano in città e che proprio in estate andrebbe valorizzata. Per giunta, nel 2013, la Regione ha accolto la richiesta dell’amministrazione comunale finalizzata a realizzare un’area naturale protetta di interesse locale (Anpil) nel parco fluviale dell’Ombrone. Più in dettaglio, nel tratto di torrente compreso tra ponte Calcaiola, a monte di Pistoia, e il ponte sull’autostrada A11, per un totale di circa 8 chilometri che collega la zona collinare del bacino a quella di fondovalle. Oltre che per la presenza di diverse piante e di numerose specie animali nella zona del torrente, la possibilità di istituire un’Anpil era stata chiesta anche in virtù dei tanti cittadini che in qui vengono per camminare e divertirsi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
