Il Tirreno

Pistoia

Mense, rincari solo per i redditi più alti

Mense, rincari solo per i redditi più alti

Tariffe ferme per chi ha un Isee fino a 50.000 euro. Introdotte nuove agevolazioni per le famiglie con più figli

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PISTOIA. Nessun aumento in arrivo per le famiglie che presentano una dichiarazione Isee fino a 50.000 euro. Le tariffe della mensa scolastica per il prossimo anno scolastico aumentano solo per i redditi più alti: 20 centesimi a pasto da 50 a 60.000 euro, 50 centesimi sopra i 60.000 euro o se non si presenta dichiarazione. Due fasce, queste ultime, introdotte solo da quest’anno (in precedenza l’ultima fascia era quella sopra i 40.000 euro).

Questo ha deciso nei giorni scorsi la giunta comunale, dopo che il consiglio ha varato il bilancio 2015. Gli aumenti che di fatto si troveranno ad affrontare le famiglie pistoiesi sono concentrati sulle fasce di reddito più alte e non – come inizialmente comunicato – “proporzionali su tutte le fasce”. Chi presenta un’Isee fino a 50.000 euro, invece, pagherà la stessa cifra dello scorso anno.

Gli aumenti sono stati decisi “per corrispondere alla necessità – spiega una nota dell’amministrazione – di un adeguamento tecnico a principi di legge, che prevede, per qualunque servizio a domanda individuale, la corrispondenza tra la tariffa e il costo unitario del servizio, come ricordato anche dallo stesso Tar nella sentenza sul ricorso presentato da un gruppo di genitori contro la rimodulazione proposta dall’amministrazione per l’anno scolastico 2012/2013. Il costo del pasto è aumentato, infatti, dal 2013 per gli alti standard qualitativi introdotti con la gara di due anni fa – così come richiesto dai genitori durante le riunioni dei comitati mensa – e inseriti nei menù di tutti i plessi scolastici. Nonostante l’intervenuto incremento del costo, l’amministrazione ha atteso due anni per formalizzare l’assunzione di quel parametro a riferimento. Formalizzazione, adesso non ulteriormente prorogabile”.

In pratica, chi ha un Isee fino a 5.000 euro non pagherà nulla. Da 5.000 a 7.500 si sale a 2,5 euro a pasto; da 7.500 a 9.000 euro, 3,4 euro a pasto. E così su su, gradatamente, fino ai 5,3 euro a pasto per chi ha un Isee da 40 a 50.000 euro. Tutte queste famiglie pagheranno la stessa cifra dello scorso anno scolastico. Le due fasce aggiuntive, invece, saranno le uniche per le quali la tariffa crescerà. Più precisamente, con Isee da 50 a 60.000 euro si pagherà 5,5 euro (contro le 5,3 precedenti) e con Isee oltre I 60.000 euro si arriverà a 5,8 euro (anche qui, da 5,3 euro).

Non solo: arriva una nuova agevolazione per chi ha più figli che usufruiscono della mensa scolastica. Infatti per il secondo figlio la tariffa viene decurtata di un terzo, mentre per il terzo figlio (o successivi) viene decurtata della metà (ad esempio, nel caso di quattro fratelli, il primo pagherà la tariffa intera, il secondo due terzi, il terzo la metà così come il quarto); finora invece vi era solamente la riduzione di un terzo della tariffa per un solo utente, anche nel caso di più fratelli iscritti al medesimo servizio.

Per gli alunni portatori di handicap, si confermano tutte le agevolazioni, che prevedono l’esenzione totale per tutti i servizi educativi (quindi sia per la mensa, che per il nido d’infanzia, per il trasporto scolastico e per i servizi integrativi) per chi ha un Isee fino a 18.000 euro; il pagamento di 2,45 euro a pasto e la riduzione del 50% delle tariffe per i nidi d’infanzia, i servizi integrativi e il trasporto scolastico per gli per chi ha un Isee da 18.001 a 24.000 euro; il pagamento di 2,60 euro a pasto e la riduzione del 25% delle tariffe di nidi d’infanzia, servizi integrativi e trasporto scolastico per gli Isee oltre i 24.001 euro. Il trasporto scolastico è inoltre completamente gratuito, indipendentemente dalla fascia Isee di appartenenza, per gli alunni disabili che frequentano la scuola dell’obbligo.

Per le famiglie con alunni in affidamento è previsto anche quest’anno l’esonero totale per tutti i servizi educativi ad eccezione delle quote previste per l’assicurazione e l’iscrizione.

“Grazie alle agevolazioni introdotte con la rimodulazione su fasce Isee – conclude la nota – adesso più di un terzo delle famiglie accedono ai servizi pagando un importo inferiore a prima, fermo restando l’esenzione totale per tutti i servizi per la fascia Isee sotto i 5.000 euro”.

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