Il dolore
Mais e girasoli distrutti dal caldo
Cereali, coltivazioni compromesse. Buona annata per olio e vino. Vivai: i danni si vedranno a settembre
PISTOIA. Gravemente compromesse le coltivazioni di mais e girasoli della Valdinievole a causa delle temperature infuocate registrate finora. Va meglio per viti e olivi, mentre i vivaisti segnalano «alcune sofferenze dovute al folle sole di luglio», anche se le eventuali conseguenze del caldo torrido, interrotto dalle piogge di ieri dopo settimane di afa, si potranno vedere solo a metà settembre per le piante ornamentali.
È un bilancio estivo tra alti e bassi quello registrato dai coltivatori e dai produttori del verde in provincia di Pistoia. «Non siamo arrivati a una situazione di allarme ma – spiega Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico – abbiamo sicuramente registrato alcune sofferenze dovute alle incredibili temperature e alla totale mancanza di acqua nell’intero mese di luglio, seguito da un inizio di agosto altrettanto difficile. Ancora è presto per quantificare i possibili danni causati dalle condizioni atmosferiche a cui – ribadisce Mati – i vivaisti sono sempre soggetti».
Ci sarà da attendere circa un mese «per misurare le eventuali conseguenze di questa estate difficile». «Una pianta che ha sofferto – spiega - invece di andare verso un accrescimento potrebbe fermarsi. Le sofferenze sono state registrate sulle giovani piante in contenitore, che devono essere costantemente bagnate. Creare questa condizione però (nonostante non ci siano stati particolari problemi legati alla disponibilità di acqua per i vivaisti, ndr) diventa impossibile con quaranta gradi fissi. I raggi del sole – sottolinea inoltre Mati - hanno colpito le ortensie, le azalee e gli aceri. Se le temperature dovessero stabilizzarsi e ritornare nella norma durante le prossime settimane, potremmo riuscire a recuperare bene sulle difficoltà di questa estate segnata da folli temperature».
Mentre per il vivaismo Mati parla di “sofferenze”, per il mais e i girasoli della Valdinievole il direttore di Coldiretti, Vincenzo Tropiano, lancia un vero e proprio allarme senza possibilità di appello. «Nella maggior parte dei casi, la produzione è stata totalmente compromessa dalle alte temperature di luglio e dalla mancanza di acqua. Anche se, da qui in avanti, dovesse piovere sempre, ormai le coltivazioni non potrebbero essere salvate». «Possiamo dire, in via generale, che i quaranta gradi registrati costantemente nell’arco di un mese, hanno creato gravi problemi sui cereali. Per l’uva invece questo tipo di condizioni meteo sono state favorevoli. La previsione è di una buona annata per il vino, sia in termini quantitativi che qualitativi. Anche per l’olio dovremmo avere una produzione discreta. Il caldo per ora ha tenuto lontana la mosca olearia».
Non preoccupa nemmeno la situazione del vivaismo pistoiese. «I vivai – spiega infatti Tropiano – hanno sfruttato le riserve idriche che avevano, dunque non ci sono stati problemi legati alla disponibilità di acqua. Le criticità affrontate riguardano invece il sole e le conseguenti “scottature” per le piante a foglia larga. Tuttavia – conclude il direttore – non dovrebbero esserci danni economici per il settore».
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