Sicurezza
Liceo artistico, è ancora emergenza spazi
Tre classi in più e nessuna disponibilità di aule al di fuori della sede. Pastacaldi: nel 2016 dovrò imporre il numero chiuso
PISTOIA. A poco più di un mese dall'inizio del nuovo anno scolastico, il Liceo artistico Policarpo Petrocchi si trova ancora una volta ad affrontare il problema della mancanza di spazi per ospitare i suoi circa novecento studenti. Con tre classi in più rispetto all'anno scorso, infatti, la sede centrale di via San Pietro e le varie succursali in giro per la città, compresa quella di Quarrata, sono al collasso.
L'annoso problema pare non trovare una soluzione definitiva, e ogni volta la mancanza di aule si ripresenta puntuale dopo la chiusura delle iscrizioni, quando in segreteria si fanno i conti con il numero degli studenti. «Quest'anno - spiega Elisabetta Pastacaldi, preside dell'istituto - per scoraggiare le iscrizioni non abbiamo nemmeno svolto l'orientamento per le future classi prime, ma non è servito a niente - prosegue - Il numero delle iscrizioni è lo stesso dell'anno scorso, ma il liceo per l'anno scolastico 2015-2016 conta comunque tre classi in più».
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Se da una parte l'incremento del numero degli studenti rappresenta un aspetto che Pastacaldi sottolinea come fattore di grande orgoglio per il Liceo artistico, sulla scuola grava l'enorme questione degli spazi insufficienti. Delle attuali quattro succursali in cui trovano ospitalità i liceali, infatti, due sembrano a rischio. «La sede distaccata nell'edificio Bolognini - spiega la preside - è in vendita, e non sappiamo ancora se potremmo usufruire di quegli spazi, mentre l'aula in piazza San Leone usata come laboratorio di disegno per il prossimo anno non verrà utilizzata per problematiche legate alla sicurezza degli studenti». Oltre alla sede centrale, restano solo le otto aule messe a disposizione dall’istituto Fedi-Fermi e la succursale di Quarrata. «Inutile sottolineare l'inadeguatezza di queste soluzioni - lamenta Pastacaldi. Studenti e insegnanti sono costretti a girare come trottole da una sede all'altra per effettuare i laboratori, con disagi per lo spostamento coi mezzi pubblici. Ma attualmente non esistono soluzioni alternative».
Lo scorso anno, in segno di protesta contro la situazione di degrado della scuola, gli studenti portarono in giro per le strade della città un flash mob sul “funerale” del Petrocchi.
Il lato positivo della vicenda è che il dialogo con la Provincia è continuo, e Pastacaldi confida di poter trovare il prima possibile una soluzione. «Il presidente Rinaldo Vanni ci ha dato rassicurazioni - racconta - ma i tempi sono stretti, e ancora non abbiamo notizie definitive». L'auspicio è quello di trovare ospitalità definitiva in una nuova sede nel centro cittadino, vicino a quella centrale, così da riunire gli studenti delle varie succursali in un unico edificio. Una soluzione avanzata negli anni scorsi era la zona dell'ex ospedale del Ceppo, ma per adesso il progetto è arenato per mancanza di fondi. «La nostra scuola è ormai un punto di riferimento per tanti ragazzi che vogliono fare un certo percorso di studi - dice la preside. Circa la metà di loro arriva da fuori provincia, soprattutto da Prato. Segno che il nome della scuola è conosciuto e apprezzato. L'offerta formativa con sette indirizzi - prosegue - è di altissimo livello, così come i 130 insegnanti. Il liceo artistico Petrocchi è un fiore all'occhiello per Pistoia e sarebbe un peccato essere costretti a imporre il numero chiuso per mancanza di aule, ma - conclude Pastacaldi - se la situazione dovesse rimanere quella attuale, per il prossimo anno non potremo accettare che una sola classe prima».
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