Nessuno rimuove il capriolo morto
I residenti: lasciato sulla strada da Municipale e Publiambiente
PRACCHIA. Una storia triste. Quella di una mamma capriolo morta lungo la strada provinciale Pontepetri – Pracchia, mentre il suo piccino stava venendo alla luce. Ma anche l’indignazione degli abitanti di Pracchia, frazione montana di Pistoia, che ancora una volta si sentono dimenticati dal proprio Comune, privati dei servizi che spetterebbero ad ogni comunità, piccola o grande che sia.
Perché ad un giorno e mezzo dalla segnalazione, la carcassa di quel povero animale – morto forse a causa del parto al di fuori del normale periodo di gravidanza dei caprioli oppure per un urto con un’auto che potrebbe aver provocato un’emorragia interna - non era stata ancora rimossa da chi di dovere. «Venerdì intorno alle 10 – spiega Patrizia Magni, residente di Pracchia – abbiamo notato sul ciglio della strada provinciale 632, al chilometro 14,600, il corpo di una capriolo femmina, morta mentre stava partorendo. Lì vicino abitano 5 famiglie, fra cui la mia. Così, anche per evitare il propagarsi di cattivi odori, viste le temperature elevate, abbiamo inoltrato subito la segnalazione».
È iniziata un’odissea di telefonate che hanno avuto il solo effetto di far spendere tempo e denaro a Patrizia e compaesani. «Abbiamo chiamato la Polizia municipale – spiega Magni- che non ha competenza diretta. Abbiamo avvisato la Provincia, che ha inoltrato la segnalazione ad Asl e Publiambiente. Visto che niente si muoveva, abbiamo interpellato il soccorso fauna, ma ha competenze solo per animali feriti. Abbiamo segnalato la cosa ai carabinieri, che hanno inoltrato un’altra segnalazione ai vigili urbani. Nel pomeriggio ancora nessuno si era fatto vivo: solo qualche mano ignota aveva spostato l’animale in un piazzale sul lato della strada. Abbiamo chiamato di nuovo la Polizia municipale che ci ha detto che Publiambiente, soggetto competente, sarebbe intervenuto sabato mattina. Ieri però lo carcassa era ancora in una scarpata sotto strada, dove qualcuno l’ha gettata, pur sempre a portata di naso dalle nostre abitazioni. L’odore diverrà insopportabile. Questo – conclude Magni - dimostra la considerazione che il nostro Comune ha nei riguardi delle frazioni montane». (e.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google