Il dolore
Una colonscopia? Non c’è posto fino al 2017
Pistoia, il caso di una lettrice e la replica dell’Asl: se l’esame è davvero urgente, ci sono percorsi più veloci
PISTOIA. Sangue occulto nelle feci: ed il Cup fa sapere che non c’è posto fino al 2017 per una colonscopia. È la storia di Gabriella Gori, pistoiese di 71 anni. Non solo: Gabriella soffre anche di broncopneumopatia cronica ostruttiva ed avrebbe bisogno anche di un esame di pneumologia. La risposta del Cup? “Non abbiamo ancora il calendario per gli appuntamenti”.
Una vicenda come tante, forse troppe. Ma di chi è la colpa? Forse il medico avrebbe dovuto scrivere “urgente” nella richiesta di colonscopia? Oppure il sangue occulto nelle feci implica di per sé l’urgenza e la necessità dell’esame? Gabriella sa solo che non può aspettare così tanto ed i soldi per andare in una struttura privata non li ha. «Il mio medico, avendo visto che nelle feci ho del sangue, ha ritenuto opportuno ordinarmi la colonscopia, sottolineando nella richiesta medica proprio la presenza del sangue occulto, dato che sono un soggetto a rischio – scrive la donna - Il Cup ha risposto che non c’è posto fino al 2017. Ora, cosa dovrei fare? Devo pagarmi una colonscopia? Io sono un utente esente per reddito, percepisco 700 euro di pensione al mese. A voi sembra tutto normale?».
Gabriella è amareggia, arrabbiata. «Ho scritto anche al presidente Enrico Rossi per denunciare questa situazione».
Cosa risponde l’Asl3 di Pistoia? «Nel caso di un sospetto clinico – spiega Alessandro Natali, direttore dell’unità operativa di gastroenterologia – solitamente è il medico proscrittore, specialista o il medico di medicina generale che, se lo ritiene opportuno, segnala il paziente telefonando ai centri endoscopici ospedalieri, sia di Pistoia che Pescia, per una valutazione insieme ai colleghi specialisti e per decidere se è necessario, in base alla presenza di eventuali ulteriori fattori di rischio clinico, accelerare l’appuntamento dell’esame. Solo in assenza di sintomi particolari e preoccupanti non è necessaria la prenotazione in soglia di priorità e, in questi casi, l’indagine colonscopica può essere prenotata al Cup». «Per quanto riguarda invece la richiesta di visita pneumologica – continua Natali – essendo la Bpco una patologia cronica, è possibile l’inserimento della paziente nel percorso assistenziale a carattere territoriale, il Chronic Care Model (Ccm), attivato dal medico di medicina generale, che assicura il monitoraggio della malattia. Le visite pneumologiche ordinarie devono invece essere prenotate al Cup: si differenziano da quelle indicate dal medico proscrittore perché erogabili ai malati di insufficienza respiratoria con canali riservati ed in tempi rapidi”.
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