La manifestazione
Paese in rivolta: è burocretinismo
Niente Palio dei ciuchi e i residenti insorgono: regole assurde
La burocrazia, e non solo, sconfigge l'ottava edizione del Palio dei ciuchi in programma a Cireglio. Un'assemblea paesana ha cercato di spiegare alla popolazione le ragioni del mancato svolgimento della manifestazione che ogni anno richiama a Cireglio moltissime persone. La sintesi del presidente Roberto Iozzelli della Pro loco è che c'è molta amarezza e delusione nella popolazione e tra i villeggianti, ma c'è anche un mancato giro economico per l'intero paese. Insomma c'è un danno. «Noi il palio lo vogliamo fare, ma alle condizioni richieste dalle norme vigenti non è più possibile. Paragonare nei fatti una manifestazione nata per ridere e giocare, fatta e portata avanti da volontari, viene paragonata al Palio di Siena o a manifestazioni di livello nazionale dove davvero ci sono grossi interessi, è una cosa assurda»- ha detto Iozzelli, che ha proseguito «troppi ci stanno addosso per prenderci in fallo. Nonostante che nelle 7 manifestazioni precedenti mai sia accaduto qualcosa di anormale o che sia mai stato maltrattato un ciuco. Il regolamento della gara parla chiaro a questo riguardo».
Dagli interventi è emerso che ancora una volta le zone economicamente deboli come la montagna sono svantaggiate rispetto alla zone più forti. Per Marco Frediani «è stato fatto l'impossibile per trovare una soluzione, ma di fronte ad impegni normativi ed economici come quelli che ci vengono richiesti non c'è niente da fare. Questo è semplicemente, come dice un mio amico: burocretinismo». Paolo Calvino «I ciuchi sono equini, d'accordo, ma il vero problema è che c'è troppa gente, troppi gruppi che vogliono farci smettere e questo ha intimorito molto». L'assemblea si è conclusa col preciso impegno di ritentare l'anno prossimo, magari aiutati da istituzioni o sponsor privati.
Sauro Romagnani
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