Il Tirreno

Pistoia

Antichi vicoli deturpati dai vandali della bomboletta

Valentina Vettori
Antichi vicoli deturpati dai vandali della bomboletta

Pistoia, tra via della Torre e vicolo dei Bacchettoni sono pochi i muri che sfuggono a spray e pennarelli. E nessuno pulisce

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PISTOIA. La quiete della zona, e la bellezza degli antichi edifici, stride – e non poco – con le scritte che ne deturpano le facciate. Nella zona di vicolo dei Bacchettoni, piazzetta Sant’Atto e l’omonima via, è un murales continuo di frasi e disegni, realizzati con bombolette o pennarelli. Un angolo di città dove chi si diverte a imbrattare le pareti, evidentemente, agisce in libertà. E lo spettacolo che si scopre passando per queste strade non è decisamente di quelli per cui i pistoiesi potrebbero vantarsi. Dominano i messaggi di insulti e offese, anche se ogni tanto affiora qualche frase galante.

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La zona del centro storico in questione è delimitata da un lato da via della Torre – che costeggia la cattedrale di San Zeno e da via Roma scende verso via Pacini – e dall’altra da piazza San Leone – sede del palazzo della Provincia – e via Palestro.

A uno dei tre ingressi su vicolo dei Bacchettoni si accede proprio da via della Torre, ma a percorrerlo, a piedi o in macchina, sono soltanto i residenti. Il vicolo, infatti, fa parte del cerchio soggetto a Ztl, e al di fuori di residenze private non c’è nessuna attività commerciale o studio professionale. Lo stesso vale per gli altri due passaggi, da via Palestro salendo su per la strettissima via Sant’Atto, o da piazza San Leone dove il corridoio per accedere a vicolo dei Bacchettoni rimane nascosto dal portico della chiesa di San Leone, a fianco del palazzo della Provincia.

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E proprio l’edificio dell’ente sembra essere il più apprezzato dai writer che, bomboletta alla mano, si divertono a imbrattarne le pareti. Dall’ufficio patrimonio immobiliare della Provincia fanno sapere che la situazione è nota da tempo. Pare però che le scritte siano aumentate negli ultimi mesi.

L’opera di ripulitura e tinteggiatura della facciate, in ogni modo, è a carico dei proprietari degli edifici, e dalla Provincia fanno sapere che i soldi non ci sono. L’ente – che sta vivendo una situazione difficilissima e che da settembre, a stento, riuscirà a fornire i servizi fondamentali ai cittadini – ha a malapena le risorse economiche per garantire la gestione degli edifici scolastici, figuriamoci se può permettersi di spendere soldi a ripulire le mura del suo palazzo.

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La paura, poi, è che sia del tutto inutile, perché una volta ripulito i graffitari potrebbero tornare a scrivere. Cosa che pare sia accaduta proprio sulle facciate degli altri edifici privati nella piazzetta. Sotto le scritte si notano mani di vernici passate, evidentemente, a ricoprire precedenti murales, ma che non sono servite a fermare i graffitari più accaniti, che sono tornati a colpire sporcando di nuovo le mura.

A fianco della piccola porta dell’archivio storico della Provincia, dove ci sono alcuni sacchetti della spazzatura, qualcuno ha attaccato un cartello con la scritta: si prega di non utilizzare questo sito come una discarica. Segno che, oltre a essere meta prediletta di ragazzi e bombolette, piazzetta Sant’Atto rischia di diventare una piccola discarica a cielo aperto.

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