Sicurezza
Anche tre veterinari indagati per i cavalli morti nella Giostra 2014
Pistoia, sottoaccusa per maltrattamento di animali anche proprietaria, fantino e allenatore di uno dei purosangue: aveva le zampe troppo esili per poter gareggiare
PISTOIA. La procura della Repubblica ha chiuso le indagini sulla tragica edizione 2014 della Giostra dell’Orso, che vide la soppressione di due cavalli gravemente infortunati durante la gara ed ebbe come conseguenza la cancellazione della manifestazione per quest’anno. Il pm titolare dell’inchiesta, Fabio Di Vizio, ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini ai sei indagati, accusati, per due specifici episodi, del reato di maltrattamento di animali: l’aver fatto consapevolmente gareggiare un cavallo che aveva zampe troppo fini per le caratteristiche della pista di piazza del Duomo; l’aver soppresso l’altro con un’iniezione letale senza prima averlo addormentato e sedato come prevede il procedimento dell’eutanasia per evitare inutili sofferenze. Nessuna violazione penale invece è stata riscontrata nel corso delle indagini sul fronte delle caratteristiche della pista o della competizione in sé.
Rispetto ad un anno fa, quando vennero inviate le informazioni di garanzia in occasione delle autopsie a cui furono sottoposti i due cavalli soppressi (Golden Storming, del rione del Drago, e Oracle Force, del Grifone), il numero degli indagati è rimasto lo stesso ma quattro nomi sono completamente nuovi. Sotto accusa ci sono infatti anche tre veterinari, i componenti cioè della Commissione medica veterinaria del palio storico: il presidente Riccardo Rinnovati, 30 anni, di Arezzo, e i due componenti di fatto Valentina Vagheggi, 35 anni, anche lei di Arezzo, e Alessandro Spadari, 53 anni, di Bologna. Indagati inoltre la proprietaria, il preparatore e il fantino del cavallo del Grifone, Oracle Force: Sara Bolognini, 33 anni, Claudio Bartoletti, 53, e Giacomo Cresci.
L’articolo 544 ter del codice penale recita che è colpevole di maltrattamento di animali chiunque “senza necessità cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche...”. Un reato doloso, nel senso che l’autore, per commissione od omissione, per essere punibile deve essere consapevole delle conseguenze del proprio comportamento. E secondo la procura i sei indagati lo erano.
Per quanto riguarda Oracle Force, la proprietaria, l’allenatore del rione e il fantino, nel firmare la domanda di ammissione del cavallo alla competizione si erano assunti l’impegno a rispettare il regolamento per la tutela del cavallo nella Giostra dell’Orso. Regolamento che prevede una circonferenza minima degli stinchi anteriori (tecnicamente i metacarpi) dei destrieri: 18 centimetri. Quelli del purosangue inglese del Grifone erano invece di 16, 5 centimetri. Come avrebbe dovuto anche accertare nel corso delle tre visite a cui lo aveva sottoposto per l’idoneità alla gara il veterinario Riccardo Rinnovati, che poi aveva dato il proprio nulla osta. Da qui l’accusa maltrattamenti nei confronti di questi quattro indagati, che facendo correre Oracle Force si sarebbero assunti consapevolmente il rischio che l’animale si potesse infortunare.
Riccardo Rinnovati, assieme agli altri due medici veterinari, è accusato del mancato rispetto delle procedure nella soppressione dell’altro cavallo, Golden Storming, sottoponendolo così a sevizie non giustificate. Mentre nel caso di Oracle Force, il primo ad infortunarsi, l’iniezione di “Tanax” era stata preceduta da altre due per la sedazione preventiva, per il purosangue del Drago l’iniezione della letale sostanza (che paralizza di fatto polmoni e cuore) era avvenuta, vuoi per mancanza di vigilanza, vuoi per errore da parte dell’autore, quando l’animale era ancora vigile.
Dal primo settembre, quando terminerà il periodo estivo di sospensione dell'attività giudiziaria, gli indagati avranno venti giorni di tempo per presentare, tramite i loro avvocati, delle memorie difensive o per chiedere al pm di essere interrogati per chiarire le loro posizioni. Dopodiché la procura procederà con l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
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