Il Tirreno

Pistoia

Piccoli acquedotti in crisi, la collina ha sete

di Fabio Calamati
Piccoli acquedotti in crisi, la collina ha sete

Il luglio particolarmente asciutto, i forti consumi per il caldo e le perdite stanno svuotando i serbatoi in decine di località

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PISTOIA. La grande sete per il momento rimane sulle colline. In città i rubinetti continuano ad erogare acqua senza problemi, e poi qui c’è in ogni caso l’”autostrada delle acque”, alimentata dal lago del Bilancino, a offrire solide garanzie.

Invece questi sono giorni di passione per chi abita in collina. I problemi più grossi – stando alla mappa aggiornata in tempo reale sul sito di Publiacqua – li hanno a Torbecchia, Sarripoli ed Arcigliano, dove i depositi vengono riforniti con le autobotti. Situazione solo di poco migliore a Statigliana, Campiglio, Campopiano, Piazza, Castel di Piazza, Borghetto. C’è infine una lunga serie di piccoli centri che sono alle prese con carenze temporanee: Casserese, Le Grazie, Pupigliana, Signorino. Croce a Uzzo, Corbezzi, Uzzo, La Cugna, Germinaia, Villa di Cireglio, Lupicciano, Santomoro, Candeglia.

«I giorni caldi ed asciutti di luglio – spiegano a Publiacqua – hanno abbassato di molto il livello delle risorse a disposizione di questi piccoli acquedotti collinari. A ciò si unisce il fatto che con questo perdurante caldo i consumi rimangono al loro massimo. Quindi la congiunzione peggiore possibile. Poi ci sono le perdite, che cerchiamo di riparare, abbiamo continuamente i tecnici al lavoro sul territorio. Ma in questa situazione una perdita anche di piccole dimensioni, che in inverno non avrebbe dato problemi, ora è avvertita subito».

A tutto questo, sottolinea Publiacqua, continua ad aggiungersi una scarsa attenzione all’uso della risorsa acqua: quando ce n’è poca, sarebbe bene abituarsi a diradare le innaffiature, altrimenti anche l’acqua che possiamo portare con le autobotti se ne va alla svelta».

Tre giorni fa un guasto elettrico all’impianto di Pontelungo aveva fatto abbassare il livello del deposito di Giaccherino, cosa che aveva messo temporaneamente all’asciutto viale Adua ed una buona parte della zona ovest della città.

Ieri il fronte più caldo era quello delle Grazie, dove per una perdita si era quasi svuotato il serbatoio locale. Perdita individuata e riparata, ma per riempire il serbatoio la portata naturale sarebbe stata troppo lenta, sicchè Publiacqua ha aggiunto delle autobotti.

«Ma a Le Grazie – esclama il consigliere comunale Alessio Bartolomei, di Pistoia Futura – l’acqua c’è e in abbondanza anche adesso. Ci sono due pozzi che sono stati realizzati per arginare delle frane e che disperdono continuamente migliaia di litri di ottima acqua. Publiacqua non li allaccia alla rete a causa di un contenzioso con il Comune su chi debba pagare cosa. Una cosa incredibile, per una società che nel 2014 ha fatto 20 milioni di utile e che nonostante questo, tiene persone senz’acqua».

Segnalazioni di problemi ieri sono arrivate anche da via Pieve a Celle, a monte dell’ex discoteca Panda. Da lì fino alla località Castagno – dice un lettore – ci sono tante persone che ricevono l’acqua a singhiozzo.

Insomma, il quadro è di crescenti difficoltà in collina. Ma se entro settembre non ci saranno robuste precipitazioni – così Publiacqua in conferenza stampa una settimana fa – si rischia l’emergenza. E a Palazzo di Giano, si dice, sono già in corso i preparativi per non farsi trovare impreparati.

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