Il Tirreno

Pistoia

Lo spettro del fallimento per la società Ximenes

di Elisa Valentini
Lo spettro del fallimento per la società Ximenes

La Regione non può liquidare i 2,2 milioni previsti per il piano di salvataggio Si rischia l’effetto domino sulle aziende impiantistiche che detengono le quote

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ABETONE. «Se la Regione non ci liquiderà 2,2 milioni di euro entro l’anno, la società Ximenes Spa fallirà». Parole di Alino Bonacchi, presidente della società che gestisce la seggiovia delle Regine di Abetone.

L’incontro di mercoledì scorso in Regione è stato infatti foriero di cattive notizie. I 2,2 milioni di euro di finanziamenti comunitari assegnati, su bando regionale, per il salvataggio della seggiovia Ximenes – che dovrebbe avvenire tramite un’operazione di acquisto da parte del Comune, destinatario del contributo – al momento non sono liquidabili. Pur essendo in bilancio, la Regione non può erogarli per i limiti imposti dalla nuova normativa e non si conosce nemmeno la data in cui riuscirà a sbloccarli.

«Sono preoccupato - afferma Bonacchi – Nel bando era previsto che il contributo fosse speso entro il 2015. Ma se questi soldi non dovessero arrivare in tempo utile, il piano di salvataggio che in questi tre anni abbiamo costruito con fatica sarebbe vanificato. I soldi tornerebbero alla Comunità Europea, gli accordi presi con banche e società di leasing salterebbero e non ci resterebbe che portare i libri in tribunale per il fallimento».

La società, partecipata per il 51% dal Comune e per il resto dalle altre società degli impianti di Abetone, nel 2014 ha chiuso il bilancio in perdita, come avviene da anni. Gli incassi non coprono nemmeno le spese di gestione, cui si sommano i 190.000 euro annui da pagare alla società di leasing che ha realizzato l’impianto e che ne è tuttora proprietaria.

«L’intenzione – prosegue Bonacchi – una volta compiuta l’operazione di acquisto da parte del Comune, è di procedere alla liquidazione di Ximenes. Il Comune, poi, tramite appalto, dovrebbe affidare la gestione della seggiovia, coi conti finalmente messi a pulito, ad un nuovo soggetto, che dovrebbe far fronte solo alle spese di gestione e all’affitto. Tra l’altro è già stato ultimato il nuovo impianto di innevamento che garantisce la sciabilità prolungata sulla pista Fivizzani e sono in progetto alcuni allargamenti per renderla più appetibile. Ma senza i 2,2 milioni nei tempi stabiliti, tutto salta».

Ximenes non è un problema isolato. L’eventuale fallimento rischia di generare un effetto domino. «Le altre società d’impianti – spiega Bonacchi – in questi anni hanno sostenuto Ximenes facendosi carico di alcune spese di gestione, che poi hanno messo in bilancio».

Soldi che andrebbero in fumo in caso di fallimento. L’impianto resterebbe chiuso per un tempo indefinito, riducendo l’appetibilità del comprensorio.

Non ne esce illeso nemmeno il Comune. «Già da quest’anno siamo chiamati dalla nuova normativa ad accantonare in bilancio uno quota delle perdite della società – spiega l’assessore al bilancio, Federico Sisi – Questi 2,2 milioni di euro però ci spettano, nei termini previsti. Ricordo che è dal 21 giugno 2010 che abbiamo posto sul tavolo della Regione il problema Ximenes. Inoltre brucia il fatto che i 516.000 euro di capitale apportati dal Comune in Ximenes Spa ad inizio anni Duemila, soldi dei cittadini, andranno persi in ogni caso».

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