Il Tirreno

Pistoia

Allarme per la biblioteca Marcesini

La chiusura temporanea potrebbe diventare definitiva e portare al trasferimento

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AGLIANA. Grande preoccupazione per quanto riguarda il futuro della biblioteca Marcesini di Agliana. A dargli voce, è la stessa Rete documentaria della provincia di Pistoia, intervenuta attraverso la sua coordinatrice, nonché responsabile delle biblioteche comunali di Pistoia, Maria Stella Rasetti.

A nome di tutti gli operatori delle biblioteche, ha scritto una lettera al sindaco Giacomo Mangoni e all'assessore alla Cultura del Comune di Agliana Massimo Vannuccini, nell'intento di segnalare la preoccupazione in merito all'assenza di prospettive sulla riapertura della biblioteca aglianese.

«Da alcuni giorni spiega – siamo venuti a sapere che gli spazi finora destinati alla biblioteca comunale di Agliana stanno per essere destinati ad uso scolastico, ed i servizi della biblioteca saranno sospesi per due mesi, senza specifiche garanzie per il futuro. Per il patrimonio documentario, le ipotesi circolanti parlano di trasferimento a Montale e in altri spazi, con perdita dell'unitarietà dello stesso e seri dubbi sulla gestibilità e fruizione pubblica».

A nome di tutti i bibliotecari ed operatori di biblioteca della rete Redop, Maria Stella Rasetti esprime rammarico e preoccupazione, dato che la biblioteca di Agliana ha finora rappresentato un punto di riferimento per la cooperazione a livello provinciale e per i cittadini: 11.290 prestiti fatti nel 2014, 5.623 dall'inizio del 2015.

«Siamo preoccupati del rischio che questa chiusura temporanea si protragga nel tempo – lamenta – con l'effetto di allontanare dalla pratica della lettura i bambini, i ragazzi e tutti coloro che invece hanno trovato nella biblioteca cittadina il luogo dove "fare il pieno" di libri, sostenere il proprio percorso di apprendimento e di approfondimento, qualificare il proprio tempo libero, trovare il materiale necessario per poter aspirare ad essere un cittadino consapevole, un lavoratore preparato, un genitore adeguato alle esigenze dei propri figli».

«Purtroppo – prosegue – a fronte di emergenze ritenute più gravi, il diritto ad una biblioteca di qualità non sempre viene percepito dai cittadini in tutta la sua valenza: sono molte le persone che - a fronte di una biblioteca che chiude - tendono a sottovalutare la gravità degli effetti che già sul medio termine si manifestano in una comunità, sul fronte della creatività, della consapevolezza individuale e collettiva, della capacità di far fronte alle difficoltà del momento».

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