Il Tirreno

Pistoia

La proposta dei rioni: bersagli da colpire a ogni giro di pista

PISTOIA. Negli ultimi mesi di proposte su come dovrà, e potrà, essere la Giostrad del 25 luglio 2016 si sono sprecate: alcune strampalate, altre ben costruite, altre ancora protocollate in Comune...

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PISTOIA. Negli ultimi mesi di proposte su come dovrà, e potrà, essere la Giostrad del 25 luglio 2016 si sono sprecate: alcune strampalate, altre ben costruite, altre ancora protocollate in Comune in attesa di una verifica. Ma se la Giostra dell’Orso deve continuare ad esistere sarà il caso che anche il Comitato cittadino, ovvero i rioni, possa dire la sua sulla riforma del palio. Ecco, quindi, che il presidente Ubaldo Gori ha reso pubblica la proposta da parte dei rioni.

Regolamento. Si chiede la revisione di 5 articoli. Ritornare ai tre cavalieri più una riserva per rione, con ogni porta che non ne può avere in numero superiore a disposizione, e che al termine di ciascuno dei due giri di piazza del Duomo i cavalieri colpiscano il bersaglio. Mossa logica, per rendere più incerto l’esito della competizione e allo stesso tempo diminuire la velocità. Ridurre di un centimetro, da 8 a 7, il diametro del bersaglio da colpire, ricostruire le piazzole larghe sei metri di un tempo e chi non c’è dentro, al momento del gong, è squalificato dalla tornata mentre chi rimane deve compiere i due giri di pista entro 35 secondi e non più 27. Per chi colpisce in testa primo e secondo bersaglio tre punti ciascuno.

I cavalli. Ovviamente si è capito che, per la struttura della pista, non si può correre con purosangue. Il Comitato propone quindi l’utilizzo di mezzosangue che hanno zampe più robuste e sono meno soggetti a traumi riprendendo la linea che sta percorrendo da qualche anno anche il Palio di Siena. Prima della Giostra, inoltre, andrebbe mantenuto tutto l’apparato costruito negli ultimi anni sotto la gestione Dolfi come presidente del Comitato sulla tutela degli animali, i ferrei controlli anti-doping e tutte le analisi effettuate ripetutamente da specialisti.

Punto-chiave. Uno degli argomenti di discussione nel 2014 fu la consegna in grave ritardo della pista. Per questo il Comitato propone che «la pista deve essere pronta almeno otto giorni precedenti la gara per permettere al fondo di assestarsi; il materiale di riempimento deve essere asciutto e consistente ( cioè substrato non sabbioso), requisiti che non erano stati soddisfatti nella preparazione della pista della gara del 2014». Un modo per dare maggiori tutele a tutti, che finisce però con il confliggere con un “Pistoia Blues” sull’intero mese.(s.m.)

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