Sicurezza
“Codice rosa”, in sei mesi già 159 i casi seguiti
L’Asl pistoiese lancia l’allarme dopo gli episodi di questi giorni e invita le vittime a chiedere aiuto
PISTOIA. Troppi i casi di violenza in questi giorni nella Provincia di Pistoia e, le vittime, sono quasi sempre donne. A lanciare l’allarme, dopo l’aggressione di giovedì sera in via Pacini e quella, a colpi di trincetto, in via dei Macelli, é l’Asl 3 di Pistoia.
Anche per queste due donne, non appena sono state portate al pronto soccorso dell’ospedale, è stato attivato immediatamente il "Codice Rosa", la procedura operativa che garantisce a chi ha subito abusi e violenze (non solo donne, ma anche anziani, bambini, omosessuali e disabili) prevenzione, ascolto, sostegno, grazie alla sinergia anche con forze dell’ordine e volontariato.
Dal 1° gennaio di quest'anno al 30 giugno i casi presi in carico dall’Asl grazie al “Codice Rosa” sono stati 159. Nel 2014 erano stati 328.
«I casi di cronaca di questi giorni – spiega l’Asl – hanno fatto alzare il livello di attenzione e riteniamo utile ricordare che in caso di maltrattamento le persone non devono attendere ma devono subito rivolgersi ad uno dei componenti della rete interistituzionale provinciale del "Codice Rosa” composta da diversi professionisti e servizi: medici, infermieri, psicologici, assistenti sociali, prefettura, magistratura, strutture ospedaliere e territoriali, fForze dell’ordine, associazioni, Comuni, centri antiviolenza e centri di recupero».
In particolare le vittime si possono rivolgere direttamente ai Centri Donna dell’Asl 3: a Pistoia in piazza San Bartolomeo, e a Montecatini in via San Marco1, negli orari di apertura. Ma in caso di necessità possono travere immediato aiuto anche ai pronto soccorso, dove, oltre ai normali codici di triage (bianco, azzurro, verde, giallo e rosso) è stato istituito un ulteriore codice criptato da utilizzare per identificare i casi in cui vi sia il sospetto che le lesioni del paziente siano riferibili a maltrattamenti e abusi.
Sempre all'interno dei pronto soccorso sono presenti le "stanze rosa": locali che assicurano privacy e protezione alle vittime. Proprio dalla "stanza rosa" può iniziare il percorso che condurrà la vittima anche ad un eventuale inserimento in una struttura, se non potrà fare ritorno a casa.
Sono responsabili del “Codice Rosa” le dottoressa Monica Bani e Sabrina Melosi, rispettivamente per le zone di Pistoia e della Valdinievole.
E' inoltre attiva la collaborazione con l'Associazione Liberetutte.
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