Sicurezza
AnsaldoBreda, confermato per ottobre il passaggio a Hitachi
Contemporaneamente, nascerà la “Old Company” per gestire le commesse che non interessano i giapponesi. “E nessuno sarà trasferito in Inghilterra”
PISTOIA. Confermato: sarà ottobre il mese del passaggio, anche formale, tra la “vecchia” AnsaldoBreda sotto l’ala di Finmeccanica e la nuova avventura targata Hitachi Rail. Lo ha ribadito martedì a Milano l’amministratore delegato di Hitachi Rail Europe, Alistair Dormer, incontrando i giornalisti specializzati.
A ottobre, dunque, AnsaldoBreda diventerà ufficialmente giapponese e si libererà dei 129 dipendenti (una sessantina a Pistoia) destinati a confluire nella “Old Company” che dovrà gestire anche le commesse che non sono rientrate nell’accordo di febbraio. E, inevitabilmente, cambierà nome, come lo stesso Dormer aveva detto subito, a febbraio, quando mise piede per la prima volta da proprietario in via Ciliegiole. Il motivo del cosiddetto “rebranding”, Dormer lo aveva spiegato anche allora: Hitachi è un marchio conosciuto a livello mondiale, non solo per i treni, mentre AnsaldoBreda ha una penetrazione indubbiamente minore. Invece i giapponesi vogliono crescere: il nuovo stabilimento che stanno realizzando in Inghilterra non è già più sufficiente. «Ma – ha precisato martedì Dormer – non sposteremo alcuna parte di AnsaldoBreda in Gran Bretagna. Le fabbriche sono in Italia, la gente è in Italia».
Insomma, nuove rassicurazioni sulla conservazione dei livelli di occupazione, almeno per i prossimi tre anni, termine messo nero su bianco anche nell’accordo di massima stipulato a febbraio con Finmeccanica. Di fronte a certe promesse, sarebbe complicato impancare una vertenza sulla difesa di un marchio, per quanto carico di storia, come quello della vecchia Breda.
«Perdere un nome storico come AnsaldoBreda ci dispiace, però se Hitachi si impegnerà a far sì che gli stabilimenti italiani di AnsaldoBreda diventino un'eccellenza a livello mondiale, credo che questo sia il punto principale». Jury Citera, segretario della Fim-Cisl Pistoia, commenta così la prospettiva che Hitachi possa cancellare il marchio. «Noi - continua Citera – abbiamo fatto una lunga battaglia per far sì che AnsaldoBreda non fosse venduta, a questo punto credo vada preso il lato positivo: negli ultimi anni investimenti nello stabilimento pistoiese ne sono stati fatti veramente pochi, mentre Hitachi sembra partire in modo diverso rispetto a Finmeccanica e questo ci dà una speranza in più. Per noi è fondamentale che vengano fatti investimenti per dare un futuro all'azienda».
Intanto lunedì scorso si è svolta l’assemblea in fabbrica durante la quale sono stati illustrati gli accordi della settimana scorsa a Roma, sia quelli sulle garanzie per i lavoratori che entreranno nella “Old Company”, sia quelli sul premio di produzione che sarà riconosciuto a lunglio 2016 per l’andamento della produzione di qui alla fine dell’anno.
Fabio Calamati
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