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I biscotti del Lago Nero arrivano anche in Cina

I biscotti del Lago Nero arrivano anche in Cina

CUTIGLIANO. I “Biscotti del Lago Nero”, prodotti a Pian degli Ontani, sbarcano in Cina. La prima partita di 1.150 pacchetti è stata spedita a metà luglio e si trova in viaggio su una nave salpata...

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CUTIGLIANO. I “Biscotti del Lago Nero”, prodotti a Pian degli Ontani, sbarcano in Cina. La prima partita di 1.150 pacchetti è stata spedita a metà luglio e si trova in viaggio su una nave salpata dal porto di Napoli. L’arrivo ad Hong Kong è previsto nei primi giorni di agosto, con grande soddisfazione per i titolari dell’azienda, rigorosamente di stampo familiare: i coniugi Cristina Lucarelli e Gabriele Sichi, che assieme alla figlia Giada e alla dipendente Barbara, curano direttamente la produzione all’interno in un piccolo laboratorio di via del Sestaione.

Ma già da molti anni l’impresa “Biscotti del Lago Nero”, nata e cresciuta a Cutigliano ed il cui logo riporta in primo piano l’immagine del tritone caratteristico del Lago Nero, in Val Sestaione, si è conquistata lo sbocco in diverse nazioni straniere. «Esportiamo con regolarità in tutta la Svizzera e in Germania – spiegano Cristina e Gabriele – oltre che in Austria, Francia, Olanda, Belgio, Inghilterra e Norvegia. Poi è iniziata l’esperienza con la Cina: abbiamo avuto la fortuna, e l’accortezza, di trovarci nel luogo giusto al momento giusto. Eravamo a Vinitaly, per esporre i nostri prodotti, e lì abbiamo incontrato un importatore cinese che si è mostrato interessato. Di recente ci ha inoltrato il primo ordine. Abbiamo spedito i cantucci di tipo toscano, i cantucci fichi e noci, uno dei nostri cavalli di battaglia, e i frollini a base di farina di castagne, che per la consistenza friabile si avvicinano ai biscotti di farina di riso graditi ai cinesi».

Ma perché puntare sull’estero? «Anzitutto una strategia anti-crisi – prosegue Gabriele – La crisi è meno accentuata che in Italia. Oggi il 70% della nostra produzione, circa 80.000 pacchi di biscotti l’anno, è convogliata in paesi stranieri, con cui tiene i rapporti mia figlia. Però quando aprimmo, nel 2004, l’idea era di un’attività solo per mia moglie, per mettere a frutto l’esperienza già acquisita nel settore, sfornando prodotti freschi rivolti al mercato locale, che però ha dimostrato molti limiti. Poi, come secondo cliente, arrivò un importatore giapponese. E da lì è iniziato lo slancio verso l’estero. Oggi partecipiamo a molte fiere di settore, fra cui Cibus, Taste e TuttoFood, dove incontriamo grossisti interessati all’acquisto di prodotti di alta qualità e in quantità sostenibili per la nostra produzione. Siamo presenti anche ad Expo. Scegliamo sempre gli ingredienti migliori, se possibile locali, e calchiamo sulla provenienza toscana che all’estero è una marcia in più».

Prossima sfida? «Esportare nella penisola arabica – conclude Gabriele – Per Dubai abbiamo già un contatto, le pratiche pronte e le etichette tradotte in arabo. Attendiamo solo il primo ordine».

Elisa Valentini

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