Gioco
Una passione coltivata fin da ragazzino quella per la scultura
Adorava realizzare teste di uomini e di cavalli in pietra ma anche orologi solari che ora decorano tante abitazioni
SAN MARCELLO. Il bosco era una delle sue grandi passioni. Oltre alla scultura e alle tradizioni della montagna. Ed è stato nei suoi amati boschi che Vinicio Betti ha perso la vita ieri mattina, al Bruschetone, nei pressi della Capanna dei Lucchesi. Un abitante di Pontepetri lo aveva sentito passare col trattore intorno alle ore 6: «Quando ho appreso la notizia dell’incidente – racconta costernato – sono andato sul posto e ho visto il trattore ribaltato e rivolto verso la discesa»
Ultimamente lo scultore Vinicio Betti si era dedicato al taglio della legna nei boschi di sua proprietà. Aveva anche temporaneamente abbandonato l'impegno che aveva con la Società cooperativa “Itinerari” di Pracchia, con la quale svolgeva il lavoro di guida ambientale, per dedicarsi completamente al bosco, che in fondo era una delle sue passioni insieme a quella di scultore. Vinicio Betti, che aveva appena 63 anni, era conosciutissimo sia nel paese di Campo Tizzoro, dove abitava e viveva solo nella casa paterna di via delle Pompe, che in tutta la Montagna pistoiese. Non era sposato né aveva figli.
Fino da giovanissimo aveva iniziato a scolpire, ancora prima di completare gli studi alla scuola superiore. Amava modellare teste di uomo e di cavallo, e figure alate.
In un’intervista al Tirreno aveva spiegato: «Mi ha sempre attratto il lavoro manuale e la possibilità di trasformare un oggetto in "forme"».
Conseguito il titolo di geometra, e dopo un periodo di lavoro, si era recato in Francia, nel 1991, a Saint Dizier, dove aveva aperto un laboratorio di scultura ed era entrato a far parte del gruppo Abap (Association Bragard D'arts Plastiques). Rientrato in Italia, nel 1996, si era unito al gruppo artistico “La Ferriera”, con cui aveva lavorato intensamente. Dal 1998, con la Cooperativa Itinerari, di cui era vice-presidente, aveva organizzato corsi di lavorazione della creta e corsi di scultura su pietra.
Recentemente aveva affiancato alla scultura la costruzione di meridiane, orologi solari e notturnali, che decorano alcune case della montagna (Cassero e Limestre), della campagna di Empoli (Poggio Antico) e di Pistoia, alla scuola media del Villaggio Belvedere. Aveva partecipato a mostre collettive e personali.
Aveva il proprio laboratorio di scultore all'aperto, a Campo Tizzoro. Fra le maggiori opere di Vinicio Betti vanno ricordati i monumenti alla poetessa Beatrice di Pian degli Ontani, al pilota Fabio Danti, ai Partigiani (collocato a Bardalone). Inoltre, la realizzazione dello stemma dei vigili del fuoco che si trova all’Abetone) e la fontana della Pubblica assistenza di Campo Tizzoro. Aveva inoltre vinto la prima edizione del Premio di scultura Silvio Seghi, a Cutigliano.
Sauro Romagnani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
