Toscana
Mercoledì l’ultimo saluto allo scultore travolto dal trattore
E dopo la terza tragedia del genere in provincia nel solo mese di luglio l’Asl lancia un appello ai cittadini: adeguare i mezzi agricoli con roll-bar e cinture
SAN MARCELLO. Sarà celebrata domani, mercoledì 29, alle 15 ,la cerimonia funebre di tipo civile per l’addio a Vinicio Betti, lo scultore di 63 anni morto lunedì 27 in un tragico incidente col trattore. l carro funebre partirà alle 14,45 dall’obitorio di San Marcello e proseguirà per il cimitero di Bardalone, per l’addio prima della sepoltura.
Manifestazioni di vicinanza ai familiari e agli amici sono arrivate da tutta la Montagna. E da persone di ogni età. Perché una caratteristica di Vinicio Betti era proprio quella di riuscire a entrare in sintona con tutti, dai ragazzi ai suoi coetanei. Tanti i ricordi e le foto che giovani e meno giovani hanno condiviso sui social network.
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Vinicio Betti era molto conosciuto per la sua professione di guida escursionistica, la sua abilità nello scolpire la pietra, ma anche per le grandi conoscenze nel campo della storia e tradizioni locali e la sua capacità di trasmettere il suo grande amore per l’Appennino pistoiese. “La tua montagna ti ricorderà per sempre per l’amore che le hai dedicato” si legge sui manifestini che l’associazione Ecomuseo, la cooperativa Val d’Orsigna e la cooperativa Itinerari – con cui Vinicio Betti ha collaborato per decenni – hanno affisso in tutti i punti ecomuseali, dall’Abetone a Le Piastre, in suo ricordo.
Il tragico incidente è avvenuto mentre Vinicio Betti stava guidando il suo trattore, con agganciato il carello carico della legna che stava tagliando con un amico su un poggio boscoso situato tra Pontepetri e Pracchia. Il motore però è andato in folle e le scosse, giù per la strada di smacchio ripida e irregolare, hanno fatto ribaltare il carrello che ha investito lo scultore, supino sul ciglio della strada, non si sa se sbalzato già dal trattore o se sceso a tuffo di propria iniziativa per cercare di salvarsi.
Il noto artista montano è la terza vittima nel solo mese di luglio nella nostra Provincia per incidenti mortali legati al ribaltamento di trattori. L’Asl di Pistoia, anche a seguito dei sopralluoghi svolti sui luoghi degli infortuni, lancia un appello con alcune raccomandazioni per la sicurezza nell’utilizzo dei mezzi agricoli.
«I tre incidenti gravi – spiega il direttore del dipartimento prevenzione, Stefano Cantini – sono ascrivibili a situazioni non lavorative, ma ad attività hobbistiche o comunque svolte da privati, statisticamente non molto giovani ed in situazioni di terreni di forte pendenza o irregolari. Benché le norme di salvaguardia siano particolarmente vigilate e controllate nei casi di lavoro dipendente, anche gli hobbisti ed i privati debbono osservare precisi requisiti di sicurezza».
Il settore agricolo, insieme a quello dell’edilizia, ha il triste primato di indice infortunistico, sia per il numero di casi che per la gravità degli stessi. Nella maggior parte dei casi, in agricoltura, la dinamica riguarda il ribaltamento del trattore.
«Dando per scontati gli inviti alla prudenza, l’unico modo per non morire schiacciati – spiega il dottor Andrea Innocenti, responsabile della struttura Igiene e salute sui luoghi di lavoro dell’Asl 3 – è mettere a norma il trattore con rollbar e cintura di sicurezza, in base alle linee guida Ispesl, chiunque venda trattori e attrezzature agricole (anche privati) deve assicurarsi che siano a norma di legge».
Il dottor Daniele Danesi, coordinatore del Gruppo di lavoro agricoltura, spiega che la Regione, tramite i servizi prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro delle Asl, da anni effettua una campagna di controlli su trattori e attrezzature agricole, e che gli operatori sono a disposizione per chiarimenti sui requisiti essenziali di sicurezza, anche per le attrezzature dei privati cittadini: 0573353446 per la zona di Pistoia e 0572942843 per la Valdinievole.
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