Sicurezza
San Jacopo: processione con il vescovo
Alcune centinaia di persone in piazza duomo e anche magliette di protesta dei rionali che rivogliono la Giostra dell’orso
PISTOIA. Qualcosa alla città è mancato, lo sanno tutti. Perché entrare in quella piazza, che trasuda fascino, e non vedere la pista, non sentire il rumore delle zampe dei cavalli che calpestano la terra dell’anello di piazza del Duomo bastava a far capire che quello vissuto ieri è stato un San Jacopo diverso dal solito. Ed è, esattamente, ciò che il sindaco Bertinelli e l’amministrazione comunale avevano sempre detto di voler fare: si è lasciato più spazio agli aspetti storici e religiosi di una festa, quella del patrono San Jacopo, che questa volta la città ha vissuto in modo diverso.
Nella piazza del Duomo che negli anni scorsi ospitava l’anello di terra battuta della Giostra, ieri si è ritrovato qualche centinaio di pistoiesi per un’inedita festa popolare, dove è stato possibile degustare gratuitamente un’ampia scelta di prodotti tipici made in Pistoia: schiacciate, affettati, formaggi, vino e dolci, tra i quali gli immancabili brigidini. Una novità realizzata soprattutto grazie alla collaborazione delle ditte che hanno fornito la squisita materia prima.
La festa popolare ha introdotto la novità più rilevante della giornata, vale a dire la processione per la benedizione della città, con alla testa il vescovo Tardelli e la reliquia di San Jacopo custodita in cattedrale, un frammento del cranio del santo. La processione, partita da piazza Duomo attorno alle 21,30 e alla luce di centinaia di torce, ha percorso tutto l’anello della prima cerchia muraria della città, fermandosi in corrispondenza delle antiche porte cittadine: via della Madonna, nel territorio del Cervo Bianco; via Sant’Andrea (Grifone), via San Marco (Leon d’oro) e via del Can Bianco (Drago). Ad ogni fermata il vescovo ha benedetto il rione. Una sorta di rito per celebrare nuovamente il rapporto storico tra la città e il suo patrono.
Al termine, la processione ha fatto ritorno in piazza del Duomo. Qui, sfruttando il grande palco del Festival Blues ancora montato contro la facciata di Palazzo di Giano, è stato proiettato il documentario “Il San Jacopo dei Pistoiesi”: un racconto per immagini del legame tra il santo e la città che sarà presentato nella sua versione definitiva il prossimo anno. Al termine del filmato, hanno preso la parola i suggestivi strumenti medievali dell’Ensemble Micrologus, dieci musicisti specializzati nella musica dell’Età di mezzo.
Però non sono passate inosservate quelle magliette,bianche,con una scritta nera: «La giostra c'era prima di tutti noi,la rivolgiamo». Un segno di protesta pacifica indossata dai vari membri dei rioni, le persone più vicine al mondo dei cavalli. Tutti rionali che, di conseguenza, hanno rinunciato a prender parte alla sfilata, rendendola così ancora più spoglia dei colori e dei protagonisti dei rioni.
Fin qui gli eventi della giornata di San Jacopo svoltisi all’aperto. Ma nel pomeriggio in Comune, il tema della giornata – la città e il suo rapporto con il santo Giacomo di Zebedeo – era stato sviluppato ed analizzato dagli specialisti, nel corso di un incontro curato dalla studiosa Lucia Gai e al quale ha partecipato don Luca Carlesi, arciprete della cattedrale. Dopo il convegno, gli atti concreti: il sindaco Samuele Bertinelli e il vescovo Tardelli hanno firmato un documento di impegni reciproci tra Pistoia e la città di Santiago de Compostela, sicuramente il luogo più conosciuto al mondo strettamente collegato alla memoria del santo. L’idea è quella di sviluppare rapporti di amicizia, scambi culturali, scolastici e sportivi, fino ad arrivare ad un vero e proprio gemellaggio. Un rapporto nato su basi culturali e religiose, ma che potrebbe presentare anche interessanti risvolti turistici.
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