Sicurezza
Osservatorio astronomico, la Provincia non darà più contributi
San Marcello, a rischio l’attività nella struttura di Gavinana dopo l’annuncio del neopresidente dell’ente Rinaldo Vanni
SAN MARCELLO. Quale futuro per l’Osservatorio astronomico della Montagna pistoiese? Viene da chiederselo alla luce dei recenti sviluppi all’interno del comitato di gestione della struttura. Il presidente della Provincia, Rinaldo Vanni, ha infatti inviato ai sindaci una lettera in cui comunica il recesso dell’ente da tutti gli organismi culturali, non societari, partecipati. Fra questi, l’Osservatorio di Pian dei Termini, di cui la Provincia fu fondatrice assieme ai Comuni di San Marcello e Piteglio e alla ex Comunità Montana.
Ciò comporta il venir meno dei contributi provinciali per il funzionamento dell’Osservatorio, affidato al Gruppo astrofili Montagna pistoiese (Gamp), che per garantire l’apertura tutto l’anno e l’attività di ricerca e didattica come fatto fino ad oggi, necessita di un contributo annuo di 18.000 euro. Peraltro, dal 2012 è venuta meno anche la quota annua (5.000 euro) della disciolta Comunità Montana. Proprio la Provincia aveva sopperito a tali risorse nel 2013, sborsando una doppia quota, mentre nel 2014 e 2015 ha provveduto il Comune di San Marcello. Chi si farà carico dei 6.000 euro provinciali?
«Un recesso coatto – spiega Vanni – poiché si tratta di attività non fondamentali per la Provincia. A seguito dei tagli al bilancio, non abbiamo più le risorse per sostenerle. Il recesso, che sarà ufficializzato con una delibera del consiglio provinciale ma di cui ho ritenuto opportuno dare previa comunicazione, avrà effetti dal 2016. Per quest’anno, se riusciremo a chiudere il bilancio, abbiamo stanziato le quote».
Per il momento quella per l’Osservatorio è stata anticipata dal Comune di San Marcello. «A seguito di un riesame dei residui del bilancio comunale – spiega l’assessore alla Cultura di San Marcello, Alice Sobrero – assieme alla quota versata da Piteglio (1.550 euro) siamo riusciti ad individuare le risorse necessarie per rinnovare la convenzione col Gamp fino al 31 dicembre. Per il 2016 dovremo trovare nuove soluzioni. Rinnoveremo la richiesta di sostegno agli altri Comuni montani dell’Unione e dovremo abolire certi eventi collaterali per focalizzarci sul mantenimento di 5 pilastri: l’Osservatorio, il teatro Mascagni, la biblioteca, l’archivio, l’Ecomuseo. A risentire dei tagli alle province, comunque, saranno soprattutto le realtà più periferiche, come la montagna, dove mancano grandi strutture cittadine per fare cultura».
«Ho dato la mia disponibilità ad incontrare i colleghi sindaci – aggiunge Vanni– per individuare insieme nuove soluzioni, come la partecipazione più attiva dei Comuni e il coinvolgimento di sponsor privati, per tutelare queste attività che sono importanti per il territorio, anche dal punto di vista occupazionale». (e.v.)
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