Sting non è al massimo ma basta per conquistare la piazza di Pistoia
Non brilla per energia l'atto finale del Pistoia Blues 2015. Ma una scaletta piena zeppa di grandi pezzi basta a mandare in tripudio gli spettatori
PISTOIA – A godersi lo spettacolo nell’ultima serata del Pistoia Blues 2015 è prima di tutto Sting: la piazza è ancora una volta bellissima, strapiena, illuminata dai giochi di luce che inseguono i testi e il ritmo delle canzoni. L’ex bassista dei Police più di una volta ringrazia e si rallegra per l’atmosfera, ripagando il pubblico con la scaletta che tutti si aspettavano, identica a quella delle ultime performance: ossatura con i brani dei Police, qualche classicone dalla carriera solista inframezzata ad altri pezzi, meno conosciuti. E la setlist è probabilmente uno degli aspetti migliori della serata: una sfilza di brani di qualità, dall’attacco con “If I ever lose my faith in you” all’ultimo bis con “Fragile”, che accontentano ora la voglia di muoversi, ora quella di struggersi.
La band è composta da musicisti di primissimo piano, con Dominic Miller (chitarra),David Sancious (tastiere),Vinnie Colaiuta (batteria) e Peter Tickell (violino), ma nonostante il talento non sempre scocca la scintilla, e qua e là manca quella spinta che sarebbe servita per far funzionare versioni quasi sempre stringate dei pezzi, tra l’altro così ben selezionati. Anche il suono un po’ impastato, e il volume contenuto probabilmente non aiutano.
Ad ogni modo il divertimento per il pubblico non manca: canticchia quasi subito su “Englishman in New York”, saltella durante “So Lonely”, si scioglie su “Fields of gold” e torna a battere il tempo con “Driven to tears”. Si resta in zona Police per “Walking on the moon”, con i giochi di luce sulle finestre del tribunale a simulare una serie di lune inseguite dai telefonini che immortalano così anche gli immancabili spettatori dietro i davanzali. Sting chiede di cantare su “Heavy cloud no rain”, invece non c’è bisogno di alcuna preghiera per convincere i fan a intonare “Message in a bottle”. Dopo la pausa relax di “Shape of my heart” e “The house of winter”, è la volta di una versione un po’ loffia di “De do do do, de da da da”.
Siamo quasi al finale: prima dell’uscita esplode “Roxanne” e arriva l’unica cover della serata, quella “Ain’t no sunshine” di Bill Withers che curiosamente aveva eseguito anche Santana pochi giorni fa. I bis sono quattro: “Desert rose”, “Every breath you take”, “Next to you” e “Fragile”, la sigla finale del Pistoia Blues 2015.
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