Sicurezza
A ottobre il divorzio tra AnsaldoBreda e la Old Company
Pistoia, nella nuova azienda confluiranno le commesse escluse dall’accordo con Hitachi e circa sessanta lavoratori pistoiesi su 129
PISTOIA. I delegati sindacali di AnsaldoBreda sono tornati dall’incontro a Roma con i vertici dell’azienda con una valigia piena di buone notizie. In particolare, ci sono quattro documenti che sono stati firmati al tavolo con l’amministratore delegato Maurizio Manfellotto e che fissano punti importanti su altrettante questioni chiave per il futuro dell’azienda ferroviaria, sospesa nel bel mezzo del passaggio tra i vecchi proprietari di Finmeccanica e quelli nuovi, del colosso giapponese Hitachi.
La Old Company. Intanto un punto: la formalizzazione del passaggio di proprietà dovrebbe avvenire nel mese di ottobre. Come già si sapeva, non tutta l’attuale AnsaldoBreda transiterà sotto le bandiere giapponesi, ma una serie di commesse (i treni Ic2/Ic4 per la Danimarca, i tram Sirio per Goteborg, i revamping delle 900 carrozze per Trenitalia, solo per citarne alcune) con relativo personale, confluirà in una “Old Company” che non sarà assorbita da Hitachi e che entro - presumibilmente - il 2020 andrà a sciogliersi. In questa Old Company dovrebbero entrare 129 dipendenti a livello di gruppo, di cui una sessantina a Pistoia.
Gli accordi firmati a Roma sanciscono che per la gran maggioranza di questo personale c’è un impegno, alla fine del 2020, a farsi carico di 4 anni di contributi come prevede appunto la legge Fornero. Per altri (ma i numeri sono bassi) dipendenti già con i requisiti pensionistici, saranno attivati percorsi di mobilità. A Pistoia i dipendenti destinati alla “Old” sono già stati individuati: la prossima settimana saranno approntati gli atti ufficiali per i singoli lavoratori.
Il futuro di Breda. Gli accordi romani però danno molto spazio anche a quella fetta (maggioritaria) di AnsaldoBreda che entrerà di fatto in Hitachi. E per questi lavoratori ci sono due punti importanti. Il primo: Manfellotto ha confermato pienamente i piani di Hitachi per lo stabilimento di Pistoia, così come per quelli di Napoli e di Reggio Calabria (Palermo è stato escluso fin dall’inizio dal passaggio di proprietà). Vale a dire, conferma per i progetti di investimento e di integrazione che vogliono fare di Pistoia uno dei punti di eccellenza della multinazionale giapponese.I sindacati si aspettano, a questo proposito, non solo investimenti ma anche nuove assunzioni.
Premio di risultato. Il secondo punto: azienda e sindacati si sono accordati per il versamento di un premio di risultato, che sarà calcolato sulla base delle performance ottenute da qui alla fine dell’anno sulle commesse considerate al momento le più importanti: Etr 1000, metro Expo, metro Copenaghen e Vivalto. I conti si faranno il prossimo anno e il premio verrà versato a luglio 2016. Una data lontana, ma sul punto c’è la garanzia di Hitachi, che a quel giorno sarà la proprietaria in tutto e per tuto dell’azienda.
Per l’occasione, si è fatto anche il punto sulle quattro commesse di riferimento, in particolare sull’Etr 1000. «Stiamo rispettando i termini – spiega Marco Fontana, Fim Cisl – grazie soprattutto all’impegno dei lavoratori, che per non perdere tempo, ad esempio, stanno effettuando i collaudi sul piazzale della fabbrica, lavorando alla temperatura di 50 gradi».
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