Il Tirreno

Pistoia

pistoia blues 2015

Santana è un travolgente fiume di note

di Lorenzo Mei
Santana è un travolgente fiume di note

Il concerto ai raggi X: oltre due ore di grande musica al Pistoia Blues, alternando grandi hit a citazioni sorprendenti, da Ennio Morricone a Bruno Martino

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Si potrebbe partire dalla grande partecipazione del pubblico, confermando che Carlos Santana, quarantasei anni di carriera alle spalle (non per nulla il concerto è cominciato con un filmato su Woodstock), è ancora in grado di riempire e scuotere piazza Duomo come pochi altri. Si potrebbe raccontare l’atmosfera, che faceva pensare a una folla che balla e si diverte su una grande spiaggia mentre una pioggia di margarita e mojito la rinfresca, anche se in realtà fino all’arrivo delle prime timide folate di brezza sembrava di essere patate in una teglia con un filo d’olio in testa al posto dei cocktail.

Oppure si potrebbe partire dalla musica: questo incredibile frullato di generi, dal rock latino ai ritmi afro, dalla salsa al pop, dal soul fino al blues (“Questo è un festival blues – ha detto il chitarrista – non puoi venire qui senza suonare un blues”), fatto di ritmo, di colori, di interminabili solo di chitarra, percussioni, fiati e organo. Una musica capace di far saltare migliaia di persone nonostante i trenta e passa gradi, e di distribuire una valanga di sorrisi, oltre che qualche plettro alle prime file. Che si tratti dei brani più pop, come “Maria Maria” o dei ballabili come “Tequila”, oppure dell’omaggio a John Coltrane e ad “A love supreme”, che si parli di “Sacalo” o di “Corazon espinado”, cantata da tutta la piazza, la febbre resta sempre altissima.

La band è esplosiva: il basso, la batteria e i fiati spingono senza riposo, le percussioni forniscono l’esatta latitudine d’origine di ogni pezzo, i due vocalist lavorano sia in alternanza che all’unisono, facendo gli straordinari come animatori di questo gigantesco villaggio vacanza che per una sera si impossessa del cuore di Pistoia. Poi naturalmente c’è la chitarra di Carlos Santana (all’inizio un’inconsueta Stratocaster al posto delle classiche PRS, che poi imbraccerà per quasi tutta la serata), che sostiene, rifinisce, si lancia a rotta di collo nei caratteristici solo fatti di tecnica e classe, e si diverte a disseminare una marea di citazioni insieme agli altri strumenti: si va da Morricone (“Nuovo Cinema Paradiso” e “Il buono, il brutto e il cattivo”) a Bruno Martino (“Estate”), dagli Stones (“Jumping Jack Flash”) ai Beatles (“While my guitar gently weeps”), tanto per citare qualcuno degli spezzoni nascosti nelle introduzioni o in mezzo ai brani, tutti molto lunghi e parte di un fiume che non si ferma mai, passando da un titolo all’altro senza pause, salvo quella canonica prima dei bis, tra cui non possono mancare “Black magic woman” e “Oye como va”.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.11817622:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/santana/49360/50543]]

Basta guardare l’orologio quando le note si fermano (anzi quando sfumano nell’abituale “What a wonderful world” di Louis Armstrong), e contare che la band è rimasta sul palco per quasi due ore e mezza, senza dimenticare “Foo foo”, “Jin-go-lo-ba”, “Evil ways” e “Smooth”, tra le altre. E’ una festa che si ripeterà, con colori e latitudini diverse, venerdì sera, quando arriverà Sting per il gran finale del Pistoia Blues 2015.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa