Lutto
Il gran finale del festival con Sting
Dai successi immortali dei Police a “The last ship”: 38 anni di musica
PISTOIA. Dopo i colori e il ritmo della notte di Santana, manca solo il gran finale con Sting (venerdì 24 luglio) per chiudere un’edizione completamente rinnovata del Pistoia Blues, che ha mantenuto poco, pochissimo forse, dello spirito che aveva dato vita alla rassegna negli anni Ottanta, ma che ha provato a cambiare spalmando il programma su un mese intero e proponendo obiettivamente un’offerta musicale vasta, capace di attirare in piazza Duomo appassionati legati a generi musicali anche lontani fra loro.
Siamo andati dal folk-rock con richiami bluegrass dei Mumford & Sons, con la piazza piena, al pop cantautorale di Hozier e Passenger, passando per il rock ‘n’ roll dei Counting Crows, per il blues della notte italiana a ingresso libero, e arrivando all’apertura, gradita dal pubblico, nei confronti di hard rock rock e heavy metal (Black Label Society, Darkness), e del progressive-metal dei Dream Theater. Alla fine di questo percorso molto variabile e con una partecipazione di pubblico che ha confermato le buone aspettative della vigilia (ottima partenza con Mumford e numeri egregi nell'ultimo weekend) siamo arrivati a Sting. Da lui c’è da aspettarsi il botto, sia in termini di presenze che per la visibilità mediatica, considerata la carriera alle spalle, la popolarità, e anche le setlist dei concerti di queste settimane, che ripercorrono all’indietro gli ultimi 38 anni (i Police si formarono nel 1977) con grande attenzione ai brani della band che vedeva il bassista di Newcastle accanto a Stewart Copeland e Andy Summers: da “Every little thing she does is magic” a “So lonely”, da “Walking on the moon” a “Message in a bottle”, passando per “Roxanne” o “Every breath you take”. Non mancheranno le hits firmate da solista, come “Englishman in New York” o “Fragile”, e i riferimenti all'ultimo lavoro in ordine di tempo, "The last ship", del 2013.
In ogni caso il repertorio dei classici è così nutrito che c’è da sperare in una selezione capace di accontentare sia i fan più “datati” che quelli più recenti. Sul palco, accanto a Sting ci saranno Dominic Miller (chitarrista argentino ascoltato con Tina Turner e Bryan Adams), David Sancious (tastierista già nella E-Street Band e con Santana), Vinnie Colaiuta (batterista di origini italiane che ha spaziato da Joni Mithcell a Frank Zappa, senza disdegnare molti artisti italiani), Jo Lawry (cori) e Peter Tickell (violino elettronico).
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