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paura ai lagoni

Braccio nell’impastatrice bimbo ricoverato al Meyer

Braccio nell’impastatrice bimbo ricoverato al Meyer

PISTOIA. Stava giocando sotto la veranda del circolo, ma quando il padre si è allontanato un attimo dall’impastatrice, lui è entrato in cucina e ha posato una mano sulla parete esterna del cestello...

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PISTOIA. Stava giocando sotto la veranda del circolo, ma quando il padre si è allontanato un attimo dall’impastatrice, lui è entrato in cucina e ha posato una mano sulla parete esterna del cestello rotante. Questione di un attimo, e la mano gli è stata trascinata in avanti. E il bimbo, cinque anni compiuti da poco, è rimasto con il braccio incastrato tra il montante della macchina e il cestello in acciaio, che continuava a girare lacerandogli la pelle.

Momenti di paura attorno alle nove e mezzo di ieri mattina nel bar del circolo Arci dei Lagoni, l’impianto di pesca sportiva che si trova tra i boschi sottostanti la frazione di Collina. Per liberare dal macchinario il bambino, incapace di sfilare il braccio (il gomito era ormai passato al di là del punto più stretto tra la curva del cestello e la colonna portante), sul posto sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. A parte il dolore dovuto alla ferita da abrasione e la paura, il piccolo non ha però subito gravi lesioni. Comunque, è stato trasportato assieme alla mamma in elicottero all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze per le cure del caso.

«Stavo preparando l’impasto per la schiacciata, per la festa di compleanno dell’altra bambina – racconta il padre – Il bambino era lì in veranda e io sono andato a prendergli una maglietta. E a un certo punto l’ho sentito urlare. Sono corso e ho visto quello che era successo».

Immediatamente l’uomo ha staccato la spina dell’impastatrice, mentre il figlioletto piangeva disperato con il braccio sinistro insanguinato. Sono stati momenti di estrema apprensione. Dato l’allarme al 118, sul posto sono accorse l’automedica e un’ambulanza della Croce verde di Pistoia. I sanitari hanno prestato le prime cure al piccolo, cercando anche di calmargli il dolore, ma per liberarlo, come detto, sono dovuti arrivare i vigili del fuoco, che hanno praticato un taglio nel cestello per poterlo deformare comprimendolo.

Solo quando il bambino è stato liberato è risultato evidente che, sebbene il cestello gli avesse scorticato profondamente il braccio, non c’erano lesioni più gravi, come fratture o danni ai legamenti o ai muscoli.

Nel frattempo l’elisoccorso Pegaso è stato fatto atterrare nel vasto prato a fianco del lago e il bambino, tranquillizzato con un sedativo, è stato trasportato in volo all’ospedale pediatrico di Firenze, assistito anche dalla mamma. Un trasferimento deciso anche per abbreviare i tempi del ricovero. A quel punto, sia il padre che i tanti amici e soci del circolo hanno potuto tirare un sospiro di sollievo per l’esito dell’incidente. (m.d.)

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