Sicurezza
Sullo sfondo la questione esuberi
I nuovi proprietari di Hitachi hanno parlato di 67 persone di troppo a PIstoia
PISTOIA. I rappresentanti sindacali chiedono all’AnsaldoBreda di non andare allo scontro, di ripristinare un clima sereno nei rapporti interni. Una richiesta che si inquadra nel momento particolarmente delicato che i 2.256 dipendenti del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano stanno vivendo.
A febbraio è stato raggiunto l’accordo tra Finmeccanica e Hitachi per la cessione del gruppo al colosso giapponese. L’operazione deve ancora essere perfezionata, ma Hitachi Rail Europe ha già fatto sapere come vede l’immediato futuro di via Ciliegiole e degli altri tre siti produttivi di AnsaldoBreda (lo stabilimento di Napoli e quelli di Reggio Calabria e di Palermo). La notizia è venuta fuori ai primi del maggio scorso: la nuova AnsaldoBreda targata Hitachi avrà bisogno solo di 1.974 dipendenti, per cui 282 sono considerati esuberi.
Di questi, 153 lavorano a Palermo e per loro si sta lavorando ad una “soluzione diversa” ancora da definire. Restano 129 dipendenti, dei quali 67 a Pistoia. Per loro l’azienda immagina un’uscita “dolce”, su base volontaria, fatta di prepensionamenti e scivoli, spalmati su quattro anni. I dipendenti destinati all’uscita, almeno a Pistoia, sarebbero in larghissima parte impiegati.
Ma chi dovrà andarsene? E come? E quando? Chiaro che si tratta di temi delicati. I sindacati temono di essere scavalcati da un nuovo modo di gestire il personale, magari meno incline all’attenzione per il clima interno e più attento a far rispettare direttive e indicazioni che sono proprie di una multinazionale come, appunto, Hitachi. In questo quadro, si collocherebbbe l’utilizzo di investigatori privati per cogliere in castagna i dipendenti ufficialmente in malattia o in permesso ex 104, po Il sospetto di un cambio di clima dovuto al cambio di proprietario è recisamente smentito dall’azienda; ma è inevitabile che siano in parecchi, in via Ciliegiole, a mettere insieme comunque le due cose.
Important i saranno i prossimi confronti, a partire da quello del 24 luglio: l’atteggiamento dell’azienda al tavolo sindacale farà capire se alla Breda è in arrivo una stagione di scontri.
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