Gioco
Lavoratori licenziati dopo i controlli dell’investigatore
Sorpresi e fotografati fuori casa, quando ufficialmente erano in malattia o stavano assistendo un parente
PISTOIA. Un impiegato e un'operaia AnsaldoBreda sono stati licenziati dopo essere stati trovati fuori casa e pedinati, con tanto di foto e video, mentre sarebbero dovuti essere a casa per malattia o perché avevano avuto accesso alla legge 104 (che consente di assentarsi dal lavoro tre giorni al mese per assistere un parente malato). Il secondo licenziamento, quello dell'operaia, aveva fatto scattare giovedì 9 luglio lo sciopero spontaneo dei lavoratori di via Ciliegiole.
Un'ora di sciopero, con le prime dichiarazioni degli Rsu che stigmatizzavano l'atteggiamento dell'azienda e chiedevano di ristabilire un clima più sereno. Ieri l'assemblea con tutti i lavoratori nella sala mensa. «C'era un silenzio di tomba», racconta Gianluca Zanetti, membro del coordinamento Rsu per la Fiom Cgil. Alla fine una parte dei lavoratori ha presidiato per mezz'ora la direzione, mentre i rappresentanti sindacali parlavano con Raffaele Fiorillo, responsabile pistoiese del personale. «Avevamo chiesto - afferma Tiziano Fabbri, Rsu Ugl - che fosse presente anche il dottor Carlo Cremona, direttore delle risorse umane del gruppo AnsaldoBreda, ma purtroppo non c'era». Fabbri parla di «decisione sciagurata».
Ma cos' è successo? Che due lavoratori, un uomo e una donna, un impiegato e un'operaia, sono stati licenziati nelle ultime settimane. E questo, affermano le Rsu, dopo essere stati pedinati da investigatori privati incaricati dall'azienda. La donna risultava in malattia, l’uomo usufruiva dei permessi previsti dalla legge 104. Chiamati in direzione, sono state loro mostrate le prove (foto, video) del loro comportamento. Quindi, il licenziamento.
«Il controllo, nella legge italiana, spetta all'Inps attraverso le visite fiscali di un proprio medico. Non esiste che sia pagato un investigatore privato», ribattono le Rsu. L'azienda, prosegue Fabbri, «si sta muovendo con un'etica che non è più quella del passato. Chiediamo un incontro con i vertici per chiarire le posizioni. AnsaldoBreda sta sorvegliando i lavoratori in malattia e si arroga il diritto di stabilire chi è in salute e chi no».
«Soprattutto - afferma Marco Fontana, Rsu Fim Cisl - dobbiamo riportare un clima di serenità. C'è una cessione in atto a Hitachi, ndr), dopo che una classe dirigente non all'altezza ha distrutto per anni la produttività, guadagnandosi anche ricche buonuscite».
Niente da dire sul comportamento dei lavoratori? «Noi sappiamo - sostiene Fontana - che ci sono regole da rispettare, riteniamo che lo sappiano anche i dipendenti, che in questi giorni stanno lavorando con oltre 40 gradi sulle casse del nuovo treno lungo il binario esterno, perché i lavori del nuovo laboratorio sono ancora in corso». Fabbri e Fontana affermano che l'azienda «è andata a colpire soggetti particolarmente deboli, persone che stavano attraversando un momento personale difficile».
Che sia la nuova linea dettata da Hitachi? «Se fosse un messaggio Hitachi - risponde Albano Tonioni, Rsu Fiom Cgil - sarebbe ancora peggio. Noi diciamo no alla legge del taglione, ma soprattutto chiediamo il rispetto delle regole, sia all'azienda che ai lavoratori, nei quali riponiamo la nostra stima. Vogliamo essere convocati e discutere la questione a 360°. Il 24 luglio, a Roma, c'è un incontro con i rappresentanti sindacali per parlare degli esuberi. C'è da trovare un accordo su mobilità e legge Fornero. Non possiamo arrivarci con questo clima di tensione».
«O si vuole creare un clima di terrore - conclude Tonioni - oppure ci sono persone che non si riesce a buttar fuori e allora si usano certi metodi. Comunque sia, abbiamo dei treni da fare. Siamo in linea coi tempi di consegna, ma il clima non favorisce la produttività».
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