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Dipendenti licenziati, la Breda si difende: spiato solo chi viola la legge
L'azienda nega che ci siano controlli h24 sui lavoratori in malattia e replica: usati strumenti leciti e consentiti
PISTOIA. «Non facciamo pedinare tutti i dipendenti in malattia, non scherziamo... Su 800 lavoratori nello stabilimento di via Ciliegiole avremo una media di 20 persone assenti al giorno per malattia o per la legge 104. Come potremmo farli sorvegliare 24 ore su 24 tutti i giorni tutti quanti?». Sarcastica e recisa la risposta dell’azienda, che conferma tramite il proprio ufficio stampa l’uso di un’agenzia investigativa per scoprire i dipendenti infedeli.
Ma solo, specifica, nei due casi che hanno portato al licenziamento.
AnsaldoBreda è convinta di essere nel giusto. «Abbiamo proceduto perché la legge ce lo consente». Consente «di utilizzare agenzie investigative se ci sono fondati motivi per credere che sia stato violato l’istituto della legge 104, o che siano stati compiuti abusi nei confronti della stessa azienda, come potrebbe esserlo quello di un dipendente che si dichiara in malattia e poi viene scoperto a fare altra cosa». Sono state rispettate «sia le leggi che le procedure interne, avvalendoci, come prevedono le norme, anche di una società esterna per verificare eventuali abusi all’azienda stessa».
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Non si è trattato di un licenziamento in tronco. «Sono state fatte due contestazioni scritte, una all’operaia e una all’impiegato, diverso tempo prima del licenziamento. I dipendenti avevano facoltà, se volevano, di replicare e difendersi. Dopo la contestazione è stato comunicato il provvedimento di licenziamento». Che sarà impugnato dall’operaia. Ne dà notizia la stessa Cgil, la donna si è rivolta all’ufficio vertenze e il suo caso è seguito dall’avvocato Serena Lenzi dello studio Bechi-Scartabelli. «AnsaldoBreda - afferma Gianluca Zanetti, Rsu Fiom Cgil - non fa mistero di essersi servita di un’agenzia investigativa nella lettera di licenziamento. Anzi, dopo una breve introduzione della direzione, ci sono tre pagine di relazione dell’attività investigativa, e poi le conclusioni aziendali con il provvedimento punitivo». Ma le Rsu si discostano dall’opinione aziendale sulla liceità dell’uso di un investigatore. «E in ore non previste dalla fascia fiscale di riferimento: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19».
Nessuna risposta da parte di AnsaldoBreda sulla richiesta di un incontro chiarificatore espressa dai rappresentanti sindacali prima dell’incontro sulla cessione a Hitachi, previsto a Roma il 24 luglio. Se i sindacati parlano di «metodi fuori dalla legalità e volontà di instaurare un clima di terrore», AnsaldoBreda replica di «non vedere operai terrorizzati. Crediamo che i lavoratori che s’impegnano siano i primi a volere il rispetto delle regole».
Sul caso pistoiese interviene Massimo Braccini, segretario della Fiom Toscana. «AnsaldoBreda non è l’unica grande azienda in regione che si è avvalsa di investigatori privati. Occorre fare ulteriori accertamenti per capire se sono state rispettate le regole».
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