Il Tirreno

Pistoia

La spada di Damocle dei fondi vincolati sul bilancio comunale

di Elisa Valentini
La spada di Damocle dei fondi vincolati sul bilancio comunale

Il ministero potrebbe richiedere il milione concesso per opere contro il dissesto ma usato per le spese correnti

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CUTIGLIANO. Oltre un milione di euro di fondi vincolati fermi da oltre dieci anni. È forse proprio questa, unita al maxi-credito verso il gestore idrico Gaia, la peggiore spada di Damocle che pende sui conti del Comune di Cutigliano. «Sono preoccupato – ha spiegato il vicesindaco al bilancio Franco Giani in consiglio comunale – In bilancio abbiamo fondi vincolati per 1.124.000 euro. Si tratta di finanziamenti fermi da anni, destinati ad opere ben precise che non possono essere spesi per altri lavori».

Ma a cui il Comune, a corto di liquidità, ha attinto ampiamente per far fronte alle spese correnti. La fetta più grossa sono gli oltre 700.00 euro (sui 900.000 originari) finanziati dal Ministero nel 2004 per l’11° programma di consolidamento dell’abitato di Cutigliano, che dovrebbero tradursi in punture di cemento ed altri interventi in via Pacioni, viale Europa e via Crocevia. Dell’11° programma, però, e tra l’altro da pochi mesi, si è tradotta in fatti concreti solo la rimozione della frana e il consolidamento della pendice in località La Filanda. Un intervento da oltre 170.000 euro anticipato sugli altri per motivi di urgenza.

L’ingessatura dei fondi vincolati ha generato due ordini di problemi. «Negli anni – spiega Giani– soprattutto a causa degli oltre 700.000 euro che Gaia spa non ci ha ancora rimborsato, nel nostro Comune si è generata una crisi di liquidità che ha portato ad utilizzare i fondi vincolati per esigenze di cassa».

In pratica, oggi questi soldi in cassa non ci sono più e ciò limita la possibilità per il Comune di fare ricorso all’anticipazione di tesoreria. «Da qui le difficoltà ad onorare i pagamenti verso i fornitori – prosegue Giani – e, nei mesi più critici, le buste paga ai dipendenti».

Ma non è finita. Il Ministero, qualche mese fa, ha scritto al Comune comunicando la revoca del contributo poiché inutilizzato da troppo tempo.

«Anche a seguito di un sopralluogo con l’Autorità di bacino – spiega il sindaco Tommaso Braccesi – siamo riusciti a trattenere il finanziamento per un anno. La revoca sarebbe stata cosa gravissima: Cutigliano ha bisogno di questi interventi, già in ritardo di 10 anni. Dobbiamo farli partire anche al costo di sforare il patto di stabilità».

I lavori saranno pagati tramite anticipazione di tesoreria.

Fra i fondi vincolati ci sono anche i 139.000 euro (100.000 euro dalla fondazione Caripit e 39.000 dalla Regione) per la rimozione delle barriere architettoniche del palazzo comunale, anch’essi risalenti a una decina di anni fa. Dopo le minacce di revoca dalla Regione, il contributo è stato prorogato.

«Il progetto è in mano ad alcuni professionisti che devono ridimensionarlo – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Sichi – Le risorse a disposizione si sono svalutate. Si prevede l’installazione di un ascensore fino al primo piano e di altri accorgimenti per superare le barriere architettoniche, anche nei bagni. L’intenzione è di aprire il cantiere entro fine anno».

Stesse tempistiche previste per l’11° consolidamento. Alla gara di appalto hanno partecipato oltre 60 ditte. Sono in corso le verifiche per l’aggiudicazione definitiva alla vincitrice.

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