Il Tirreno

Pistoia

COMUNE

Salgono da settembre le tariffe delle mense scolastiche

di Fabio Calamati
Salgono da settembre le tariffe delle mense scolastiche

La tariffa senza agevolazioni passa da 5,30 a 5,80. La modifica nel bilancio preventivo 2015, che deve ancora essere approvato Per il Comune le tariffe vanno adeguate ai costi, in continua crescita

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PISTOIA. Da 5,30 euro a pasto a 5,80: un aumento del 10% nella tariffa base del servizio mensa comunale per il prossimo anno scolastico. É uno dei primi, poco piacevoli, effetti del bilancio preventivo 2015 del Comune: che non è stato ancora approvato (la pratica è per tutta la settimana all’esame della commissione 1 del consiglio), ma già fa preoccupare le famiglie dei bambini di scuole materne ed elementari. Che, tra l’altro, sono chiamate proprio in questi giorni a presentare la domanda per usufruire della refezione scolastica, visto che il termine scade il 24 luglio (per chiedere le agevolazioni, invece, c’è tempo fino al 10 settembre).

Cinquanta centesimi in più, dunque, per la tariffa base, quella che paga chi non ha diritto ad agevolazioni. Possono sembrare pochi, ma moltiplicati per 5 pasti a settiomana per 36 settimane, fa 90 euro all’anno. Un aumento dovuto al continuo incremento dei costi – così spiega l’amministrazione – visto anche che le tariffe erano ferme dal 2013. Nei prossimi giorni il Comune dettaglierà gli aumenti tariffari anche per le sette fasce Isee che hanno diritto alle agevolazioni (da 5.001 euro Isee, la più bassa, fino ai 40.000 della più alta). Rimarrà invariata solo l’agevolazione totale assicurata a chi presenta un Isee da 0 a 5.000 euro.

In effetti un’occhiata ai documenti di bilancio mette in chiaro che effettivamente i costi del servizio mensa sono in continua salita. Nel 2011 la refezione scolastica pesava per poco più di tre milioni di euro, nel 2014 si è arrivati a tre milioni 689.000 euro e per questo 2015 il Comune prevede di spenderne tre milioni 812.000. Una cifra in cui il peso maggiore è quello dell’appalto (2,5 milioni) esterno che fornisce la maggior parte dei pasti. A questi si devono aggiungere 383.000 euro di derrate alimentari e soprattutto 720.000 euro di esoneri rette e rimborsi tariffe, ovvero il costo del sistema di protezione delle fasce deboli fortemente voluto dall’amministrazione Bertinelli.

La lievitazione dei costi si fa tanto più evidente in quanto, anno dopo anno, stanno diminuendo i pasti preparati: se nel 2011 il Comune ne sfornava 851.300 e rotti, nel 2013 si è scesi a 780.700. Ne consegue il salto in alto del costo unitario dei pasti: le cifre del conto consuntivo 2013 fissano appunto tale costo in 5,22 euro, contro i 4,44 dell’anno precedente e i 4 netti del 2011. Insomma, in quattro anni il costo è quasi aumentato del 50%.

Tutto questo mentre il Comune incassa una cifra sempre più piccola per ogni pasto: se nel 2011 gli utenti versavano in media 4,48 euro (coprendo più che per intero il costo del servizio), due anni dopo si è scesi a 4,07 euro.

E la stessa tendenza si ripresenta nel 2015: se i costi previsti nei documenti di bilancio del Comune sono di 3,8 milioni, gli incassi previsti si fermano a 1,4 milioni di euro, più circa 100.000 euro di arretrati che si prevede di incassare.

Insomma, le mense scolastiche costano al Comune molto di più di quello che incassano: la percentuale di copertura è stimata (dati 2014) dalla stessa amministrazione nel 79%, con più di un milione ogni anno che viene bruciato per garantire gli attuali livelli di servizio a tutti i 5.200 utenti circa.

Era facile immaginare che la notizia delle nuove tariffe avrebbe suscitato proteste. Le prime sono partite dai genitori del coordinamento per la refezione delle scuole Anna Frank-Carradori, che sollecitano un dietro front del Comune. Ipotizzando che, nel caso di applicazione delle nuove tariffe, vi sarà un fuggi fuggi dal servizio, con conseguente crollo degli incassi da tariffe.

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