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Solo sei multe al mese ai furbetti della spazzatura

Beatrice Faragli
Solo sei multe al mese ai furbetti della spazzatura

Pistoia, deludente il bilancio ad oltre un anno dall’acquisto delle telecamere piazzate dal Comune per immortalare gli scarichi abusivi

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PISTOIA. Settantanove furbetti pizzicati dalle microcamere del Comune di Pistoia a ingrossare le già floride discariche abusive pistoiesi. Dall’aprile 2014 ad oggi, i quattro occhi elettronici acquistati dall’amministrazione hanno permesso di multare 69 trasgressori. Per altri 4 è invece scattata la denuncia (articolo 650 del codice penale) visto che non si sono presentati dalla Polizia Municipale come richiesto dalla procedura, mentre 6 cittadini dovranno presentarsi dai vigili entro il 14 luglio.

Il bilancio complessivo, a oltre un anno dall’acquisto delle quattro microcamere mobili, dunque, non arriva a sei multe al mese. E il territorio pistoiese continua a essere bersagliato dagli incivili che scaricano di tutto accanto ai cassonetti, oppure nelle aree isolate trasformate in vere e proprie discariche, con la complicità dei ritiri lumaca da parte di Publiambiente.

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La situazione dunque resta critica. Dal Comune di Pistoia informano che nelle prossime settimane saranno intensificati i controlli per arginare il fenomeno dei conferimenti abusivi. L’amministrazione era già corsa ai ripari con l’inasprimento delle sanzioni per gli illeciti di natura ambientale e con gli appostamenti dei vigili in borghese sul territorio: in pratica due persone che, dotate di un’auto civetta, controllano staticamente un punto caldo oppure girano a caccia di uno dei tanti furbetti.

Un sistema di controllo che, ovviamente, vista l’estensione del territorio da monitorare e le forze ridotte impiegate in questa lotta ambientale contro gli abbandoni, non può portare a risultati importanti in termini di numeri. Risulta però che i vigili in borghese, di recente, abbiano pizzicato una residente di Prato mentre stava scaricando rifiuti in via Montalese, dove ancora ci sono i cassonetti stradali.

Chi viene beccato, o dalle microcamere o dai vigili urban i, rischia una multa da 140 euro per lo scarico di rifiuti urbani non pericolosi e non ingombranti, da 400 per gli urbani pericolosi e ingombranti e da 200 euro per il deposito di rifiuti all’esterno degli appositi contenitori. Nel caso in cui il trasgressore non si presenti al Comando dei vigili, informano dagli uffici comunali, la sanzione si trasforma in denuncia.

La maggioranza dei furbetti è stata beccata nelle zone di confine con Montale, Quarrata e Agliana, ovvero in via Montalese e nelle strade vicine, in via Fiorentina e limitrofe, in via del Girone e in via Paganini. Questo accade perché Pistoia è rimasto il solo Comune a non aver ancora attivato la raccolta differenziata spinta sul territorio, ovvero il sistema porta a porta esteso, necessario ad arrivare alle soglie di differenziata indicate dall’Ue. I cassonetti stradali tolti da Agliana, Quarrata e Montale già negli anni scorsi, sono ancora presenti a Pistoia, e qui molti dei cittadini di altri comuni che dovrebbero differenziare vengono a scaricare rifiuti.

Per questo il sindaco Samuele Bertinelli, in seguito all’ennesima denuncia arrivata da via Vecchia Fiorentina, tra Pistoia e Quarrata - segnalata nelle scorse settimane dalle pagine del Tirreno - ha chiesto ai sindaci dei Comuni vicini di unire le forze nella lotta agli abbandoni.

«Piena disponibilità a collaborare con Bertinelli ma – spiega il sindaco di Quarrata, Marco Mazzanti – non sapremmo cosa altro fare oltre a quello che già stiamo facendo. C’è un problema di territorialità per quanto riguarda i nostri vigili. La polizia municipale fa controlli a Quarrata ma è difficilissimo, se non impossibile, controllare un cittadino che va a scaricare a Bottegone. Lo stesso problema che ha adesso Pistoia lo avevamo anche noi quando ancora non facevamo la raccolta differenziata porta a porta. A Catena e Santonuovo scaricavano di tutto da Serravalle e Carmignano, dove utilizzavano già il nuovo sistema. Eliminando i cassonetti stradali, si elimina anche il problema».

«L’unica cosa da fare – aggiunge Patrizio Mungai, sindaco di Serravalle – è potenziare la comunicazione. I cittadini infatti non hanno motivi per abbandonare i rifiuti visto che con la Tari pagano in base ai metri quadri. Quindi non solo non risparmiano, ma fanno anche la fatica di portare via i materiali rischiando la multa».

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