La protesta
Rifiuti, si cerca un accordo sul porta a porta
Pistoia, si susseguono gli incontri tra Publiambiente e gli esercizi del centro storico per far funzionare il nuovo sistema. Un problema lo smaltimento del vetro
PISTOIA. Una raccolta differenziata tormentata, quella entrata in vigore lo scorso 18 maggio, per i locali del centro. Dopo le proteste, alcuni esercenti e Publiambiente stanno cercando faticosamente una soluzione per farla funzionare senza che nei vicoli si accumulino sacchetti pieni di spazzatura non ritirata, come è successo in particolare nei primi giorni di applicazione del servizio. Quando i cumuli maleodoranti hanno suscitato le proteste di clienti e semplici turisti.
Durante le ultime settimane si sono susseguiti incontri e confronti fra alcuni titolari, Publiambiente e gli assessori comunali Mario Tuci e Tina Nuti. «C’è stato un confronto positivo - spiega Antonio Travaglini, amministratore delegato di Publiambiente – stiamo lavorando per garantire lo stesso servizio a tutti ed evitare che ci siano accumuli di spazzatura».
Publiambiente spiega che, per tarare al meglio il servizio di raccolta differenziata sulle necessità degli esercenti «è importante che la differenziata venga fatta bene, che i materiali vengano differenziati bene, abbiamo infatti chiesto che ci sia un impegno da parte loro, in modo da portare a regime il processo porta a porta».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.11765702:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2015/07/12/news/solo-sei-multe-al-mese-ai-furbetti-della-spazzatura-1.11765702]]
Publiambiente spiega che, per poter decidere quanti passaggi servono per un determinato materiale, e sapere quanti rifiuti vengono effettivamente prodotti dai locali, è necessario che la raccolta venga fatta correttamente. Su 430 esercizi commerciali sul territorio comunale, questo problema riguarda una decina di locali del comparto del centro storico, che hanno esigenze diverse da, per esempio, un bar della montagna pistoiese. Adesso, la frequenza dei passaggi per svuotare i bidoncini del centro è cambiata.
«Stiamo modificando i passaggi per venire incontro al centro storico, stiamo sperimentando da entrambe le parti: i locali cercano di differenziare al meglio, e noi stiamo mettendo a punto il processo cercando di capire quanto effettivamente viene prodotto dei vari materiali, per decidere se mettere bidoni più grandi o fare passaggi diversi» spiega Travaglini.
Quel che è certo, è che rimane per adesso il problema del vetro: tutti i locali devono buttare autonomamente il vetro nelle campane apposite, da poco posizionate anche in alcuni punti del centro.
«Il vetro è ingestibile, per locali che fanno 50-60 chili di rifiuti in vetro a sera, diventa un problema e anche pericoloso trasportarli» spiega Luca Galardini del caffè Talù. «Stiamo aspettando che venga un tecnico di Publiambiente a spiegarci al meglio la differenziata, una delle proposte credo sarebbe quella di buttare noi il vetro, anche se rimane molto problematico, ma in cambio riuscire ad avere più passaggi» aggiunge Elena Bonfanti della Vineria Numero 4.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
