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istituzioni e politica

Sos bipartisan: la Provincia è morta

L’allarme condiviso da Celesti (F.Italia), Billero (FdS) e Giovannini (Pd)

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PISTOIA. «Stiamo accompagnando una defunta al cimitero». Non usa giri di parole la capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Anna Maria Celesti, nel descrivere la situazione della Provincia, di cui è stata eletta consigliere nell'ottobre 2014. Celesti dipinge la situazione di un ente che non potrà chiudere il bilancio 2015 per la mancanza di 4-8 milioni di euro, quindi a concreto rischio commissariamento.

Per la capogruppo di Forza Italia la gravissima situazione in cui versa la Provicincia di Pistoia, come la quasi totalità degli enti simili, è da addebitare innanzitutto alla riforma Del Rio, «fatta con la pancia e non con la testa» e definita «una vera porcheria». Celesti ha ricordato che alla Provincia sono stati applicati tagli per 16 milioni, salvo mantenere sul suo organico (quindi con l'obbligo di pagarli) 72 dipendenti che si occupano di funzioni trasferite alla Regione. E in più ci sono i circa 60 dipendenti ereditati dalla disciolta Comunità montana. «Se oggi in una scuola cade un intonaco, ebbene si sappia che la Provincia non è in grado di intervenire».

Gli altri eletti in consiglio provinciale, pur di posizioni politiche molto diverse da Celesti, hanno detto di condividere sostanzialmente le parole della capogruppo di Forza Italia. Giovannelli (Pd) ha parlato di «una riforma a metà del guado, con un ente spogliato di risorse ma con ancora tanti compiti». Rosalia Billero (Federazione della sinistra) ha ripreso i toni allarmanti della Celesti: «Questi problemi ricadranno sui cittadini: quando in autunno non ci sarà il riscaldamento nelle scuole, dove credete che verranno a bussare le famiglie?».(f.cl.)

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