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Capecchi (Pistoia domani): chi paga per il Festival?

Capecchi (Pistoia domani): chi paga per il Festival?

"Trecentomila euro di spese previste, ma il Comune in bilancio non ha neanche un euro". La questione della convenzione (scaduta) con l'Associazione BluesIn

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PISTOIA. La macchina del Pistoia Festival è ormai in pieno movimento, con la sua miriade di appuntamenti destinati a movimentare le serate di luglio di pistoiesi e turisti. Ma chi paga? Secondo il consigliere comunale di Pistoia Domani Alessandro Capecchi, la cosa è tutt'altro che chiara: il Comune ha dato il via libera all'Associazione teatrale pistoiese, che si occupa nel dettaglio dell'organizzazione, ma in bilancio, almeno per ora, non ci sono soldi previsti. Di più: il festival blues è stato affidato anche quest'anno all'associazione BluesIn di Giovanni Tafuro, che però - rileva Capecchi - ha con il Comune una convenzione ormai scaduta.

Partiamo dai finanziamenti per il Pistoia Festival. "Grazie - scrive il consigliere comunale - ad una delibera di giunta “quadro”, la numero 70 del 5 giugno, i servizi tecnici e della cultura si sono mossi, affidando incarichi, firmando disciplinari e convenzioni e promettendo di rimborsare le spese nel frattempo effettuate alla Associazione teatrale, per la parte (assai cospicua, circa 150 mila euro) che non sarà coperta dagli sponsor. Peccato che ad oggi il bilancio del Comune preveda “zero" stanziamenti per il Festival, il cui quadro economico non appare definito (si parla di 300mila euro di costi) e quindi non si capisce secondo quale meccanismo tecnico la Ragioneria possa aver autorizzato l’assunzione di tali spese in assenza (ad oggi) di copertura".

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Lo stesso metro, osserva Capecchi, non si è utilizzato per i centri sociali estivi. Così "i servizi sociali, per i quali esistono le relative coperture di spesa, non si fanno (si faranno solo grazie all’intervento economico della Società della salute), mentre invece si monta un palco di 16 metri e si autorizzano le spese a copertura del Festival senza avere ad oggi alcuno stanziamento a bilancio. E’ una situazione gravissima, di cui qualcuno si deve assumere pubblicamente la responsabilità. Anche perché la sistematica violazione delle norme di diritto (vedi anche il Piano straordinario di pulizia della città affidato a Publiambiente senza delibera di consiglio) ha raggiunto livelli di guardia".

Inoltre "la convenzione con l’associazione Blues In è scaduta e non si capisce a quale titolo l’organizzazione del Festival – che ormai di Blues ha soltanto il nome – possa essere ancora affidato direttamente e senza alcuna procedura ad evidenza pubblica, alla medesima associazione. Gli uffici si parano dietro l’articolo 57 del Codice degli Appalti Pubblici, che consente di derogare per motivi artistici qualora il soggetto sia univocamente individuabile per una determinata prestazione, ma si tratta evidentemente di una foglia di fico, a maggior ragione a fronte dell’evoluzione del Festival e del fatto che la prestazione del servizio di tale associazione non ha nulla di artistico ma molto di commerciale".

 

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