Attenzione
“Okkupato” l’ex Macello comunale
Una quindicina di esponenti dell’area ambientalista-No Tav sta ripulendo parte degli spazi per aprire un centro sociale
PISTOIA. Dall'alba di sabato 4 luglio l'ex Macello comunale di Pistoia è diventato "Macello Okkupato". Una quindicina di persone, esponenti dell'area antifascista-No Tav pistoiese, sono pentrati nella struttura di via dell'Annona, abbandonata da oltre un anno, e hanno iniziato a ripulirla. L'idea è quella di riaprire al più presto una parte dell'edificio al pubblico, facendolo divenire sede per assemblee, concerti, iniziative culturali, politiche e sociali.
«Occupiamo questa struttura, ma solo per restituirla alla città» spiega Antonio Ginetti, 63 anni, militante No Tav e storico rappresentante cittadino dell’estrema sinistra. Una robusta parte degli occupanti proviene dagli ambienti del circolo Primo Maggio di via degli Argonauti e vi sono anche esponenti del vicino centro sociale Slebest di via Pacinotti. Per intanto ferve il lavoro nei capannoni, nonostante il caldo di questi giorni che non aiuta certo chi deve svolgere lavori materiali. Senza avere a portata di mano, almeno per il momento, né luce né acqua corrente. Insomma, un lavoraccio, che per il momento viene però portato avanti con entusiasmo.
L’obiettivo dell’operazione, forse non del tutto definito agli stessi occhi degli occupanti, ma chiaro nelle sue linee essenziali, è quello di realizzare un vero centro sociale in via dell’Annona.
Nei grandi piazzali che circondano il Macello sono stoccati decine e decine di tronchi d’albero, abbattuti dalla tempesta di vento del 5 marzo scorso. Gli occupanti non intendono assolutamente interferire con questa attività, così come non mirano a prendere possesso di tutti gli ambienti degli ex Macelli. I lavori di pulizia e risistemazione puntano per il momento a recuperare un grande ambiente aperto verso l'esterno, che ben si presta ad ospitare assemblee e spettacoli, oltre ad una serie di altre stanze per le quali si immaginano destinazioni come libreria, bagni, bar-cucina, sala prove per gruppi musicali, sede per corsi professionali e così via.
«Gli spettacoli che organizzeremo qui - spiega Antonio Ginetti - saranno tutti gratuiti. Inoltre offriremo birra a un euro e mezzo, non di più. Insomma, un'alternativa ai locali di piazza della Sala, dove si beve ma c'è il deserto culturale...».
La prospettiva che il Comune si presenti a rivendicare la proprietà degli spazi non sembra preoccupare più di tanto gli occupanti. Che mostrano invece le condizioni in cui è stata lasciata la struttura. Una parte del tetto, in eternit, è andato in pezzi e le lastre, sbocconcellate e quindi pericolose, sono state "stoccate" provvisoriamente in una scatola malamente chiusa. Dentro una delle stanze che gli occupanti non intendono sfruttare, sono stati scoperti anche resti organici semiputrefatti di alcuni animali. Evidentemente, sono lì da più di un anno e nessuno si è preoccupato di smaltirli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
