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Addio al presidentissimo Barni

Addio al presidentissimo Barni

Dal 1978 al 2005 alla guida del Cervo Bianco, aveva 85 anni

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PISTOIA. Una vita dedicata al rione del Cervo Bianco. «Per lui - dice la figlia, Cinzia Barni - Luglio voleva dire Giostra, e l’attesa dell’estate non era per le ferie ma per la sfida tra i quattro rioni cittadini». È stato il presidentissimo del Cervo Bianco. Ennio Barni si è spento ieri a Porretta Terme all’età di 85 anni.

C’era anche lui in quel mitico gruppo che oramai 40 anni fa ha rimesso in piedi la Giostra dell’Orso. Barni, come “Bruschino”, Corsino Corsini, Faliero Ramazzotti, Piero Soldani, Luciano Niccoli e tanti altri. Proprio nel mese in cui si festeggia San Jacopo ha salutato tutti: in punta di piedi, senza troppo clamore dopo che per oltre 25 anni è stato presidente del rione del Cervo Bianco. Dal 1978 al 2005 per la precisione, dopo Alberto Cheli e prima di Ubaldo Gori. Una esperienza, la sua, fatta di tante discussioni, di diverbi accesi con gli altri “capo-popolo” di porta Lucchese ma che alla fine producevano sempre qualcosa di buono per la città. «Diciamo che per qualche anno i rapporti fra di noi non sono stati idilliaci – ricorda Corsino Corsini, presidente del Cervo Bianco fino al 1978 prima dell’arrivo di Barni – perché avevamo vedute diverse, ma poi il tempo ha affievolito gli attriti e ci eravamo riavvicinati. In 25 anni ha fatto tanto per il rione, vincendo da presidente la Giostra del 1980 anche se poi ha dovuto aspettare la metà degli anni Novanta per rivedere un trionfo in piazza Duomo. Di sicuro, in questa sua avventura, non ci ha guadagnato niente come qualcuno diceva a suo tempo. Sono affranto e da parte di tutta la mia famiglia non posso che esprimere le mie condoglianze». Da presidente ha messo in bacheca 7 palii vivendo un grande momento fra il 1994 ed il 1997 quando il Cervo Bianco spadroneggiava in piazza Duomo.

«Sono i ricordi più belli – ci raccontò in una intervista de Il Tirreno alla vigilia della Giostra 2009 – ed in particolar modo un anno rischiammo di fare l’en plein di punti ma fummo beffati dalla sella che non era stretta al meglio di Riccardo Giuntini». Negli anni Settanta, quando il gruppo dei “restauratori” rimise in piedi la Giostra, il clima in città era ben diverso da quello attuale con maggiore partecipazione. Anche per questo, finché ha potuto Barni dal 2005 in poi si guardava la Giostra in disparte «ma in piedi, perché il 25 luglio non si può stare seduti». Celebre il suo battibecco con “Bruschino”, Brunero Tuci, per decidere una svolta epocale della Giostra: «io ero contrario – disse sempre in quella intervista – allo spostamento alla sera mentre lui un fervido sostenitore: ci furono scontri accesi, ma alla fine ha avuto ragione lui».

«Il tempo libero - ricorda Cinzia Barni - mio babbo lo dedicava al rione, e aveva trascinato anche me e la mamma in questa passione. Mia madre lo aiutava, e quando è venuta a mancare ha capito di non poter più sostenere da solo quel peso». Liliana Cappelli, morta 12 anni fa, era molto conosciuta in città per aver gestito a lungo il negozio di giocattoli “Fiocco bianco”, in Galleria nazionale.

La salma di Barni sarà portata oggi pomeriggio nelle cappelle del commiato di via del Can Bianco. Il funerale si svolgerà lunedì 6, alle ore 10, nella chiesa della Misericordia.

Tiziana Gori

Saverio Melegari

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