Sicurezza
L’addio alla preside: orgogliosi di te
In centinaia alla Croce verde per il funerale di Franca Baglioni. Le figlie: ci ha insegnato l’importanza dell’impegno civico
PISTOIA. “Ogni vita è un'enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili”. Elena Sinimberghi cita un passo del capitolo quinto di "Lezioni americane" di Italo Calvino. Quello dedicato alla molteplicità "che non deve essere vista come un limite". Calvino era uno degli autori preferiti della madre, Franca Baglioni. «Ciò che mi dà la forza di non piangere è sapere che mia mamma è stata un inventario di oggetti non solo per me ma per ciascuno di noi oggi qui. Ognuno di voi sta asciugando una mia lacrima».
Centinaia di persone - 300, forse 400 - tra colleghi, amici e studenti - si sono ritrovati ieri mattina nel giardino della Croce verde, in via Borgioli, per l'ultimo saluto alla preside dell'istituto comprensivo Raffaello. I gazebo per ripararsi dal sole erano solo 4, ma in tanti hanno sfidato la calura estiva. La bara di Franca Baglioni era sotto uno di questi gazebo, davanti a un un leggio. Il breve rito religioso è stato preceduto da un rito civile.
Franca Baglioni se n'è andata prematuramente dopo una breve malattia. Avrebbe compiuto 58 anni ad agosto e dal 2000 era preside delle Raffaello. Prima aveva insegnato nelle scuole d'infanzia comunali e statali, poi alle elementari, infine era diventata dirigente didattica. Correva l'anno 1991. «Avevo otto anni - ricorda Elena - e mia madre vinse la cattedra di preside a Bergamo. Doveva star fuori un anno. Prese con sè mia sorella Ester, che aveva solo un anno. Ero arrabbiata, e lei lo vedeva. Le chiesi come avrei fatto a sapere che stava bene. Certo, potevo chiedere al babbo, ma se il babbo avesse voluto rassicurarmi?... Mia mamma mi regalò un libro. È questo - dice Elena alzando un testo verso le persone raccolte in giardino - S’intitola "Come funzionano le cose". Mi ci scrisse una dedica: "A Elena perché si sforzi sempre di capire come funzionano le cose e non si accontenti di spiegazioni superficiali”».
Una difficile lezione di vita a una bambina di otto anni che "perdeva" per un anno la sua mamma e che la madre invitava a cercare di comprendere, senza farsi prendere dal panico, andando al di là della superficie degli accadimenti.
Questo era Franca Baglioni: una donna e un'insegnante che credeva nel ruolo formativo della scuola, nell'etica e nell'impegno quotidiano per portare il proprio tassello a quel complesso mosaico di una società che voglia definirsi civile. «Siamo orgogliosi di aver avuto due genitori come i nostri», dicono Elena ed Ester Sininberghi, che conducono un funerale laico come pensavano che la mamma avrebbe apprezzato: con le canzoni e i testi letterari di riferimento.
Il marito Guido Sininberghi è seduto in prima fila: lui e Franca Baglioni, racconta Elena, «si sono conosciuti 35 anni fa e mai più lasciati. Un giovane militare romano incontra un'amica di amici a Firenze e se ne innamora, e per lei si trasferisce da Roma in una realtà più piccola. Negli ultimi tempi, quando leggere era diventato troppo difficile, si era trasformato nei suoi occhi e nelle sue parole».
Dietro le due figlie ascoltava la cerimonia laica don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro, che subito dopo officerà un breve rito religioso insieme a un frate francescano amico della famiglia Sininberghi. «Mamma – dice Ester – si ispirava molto alla dottrina francescana». Così come alla Costituzione, la sua “Bibbia laica”. Elena legge l’articolo 2 e l’articolo 4 della Costituzione italiana. «Si dà importanza a un verbo: “Riconoscere”. Lo Stato che riconosce i diritti dei cittadini, imponendo allo stesso tempo all’eguaglianza formale un’eguaglianza sostanziale: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”». E Franca Baglioni credeva nell’importanza del proprio lavoro quotidiano.
Forte il suo senso civico: «È andata a votare per le ultime regionali, nonostante stesse molto male. Che io ricordi – spiega Elena – da quando avevo otto anni ci hanno sempre portato con loro al seggio, per farci capire l’importanza dell’impegno civile». La cerimonia laica è stata intervallata dalle canzoni che avevano segnato la vita di Franca Baglioni: si è aperta con “Fratello sole, sorella Luna” per chiudersi con “Piazza grande”. A suonare e cantare gli studenti della scuola media, che poche settimane fa hanno vinto il concorso nazionale di musica “Padre Damiano da Bozzano”. Elena legge anche la “Filastrocca in fila indiana” di Gianni Rodari, e una poesia di John Donne: “A valediction”, molto amata dai genitori: “La tua fermezza rende il mio cerchio perfetto, e mi fa finire, dove io ho avuto inizio”.
Tiziana Gori
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