Sicurezza
La pet therapy per le sue morbosità
Condannato a tre anni di reclusione l’allevatore di cani di Quarrata che molestava le ragazze ospiti nel suo canile
PISTOIA. Alla lettura della sentenza si è sciolta in lacrime ed ha abbracciato e baciato il suo avvocato. Poi ha rotto le convenzioni di condotta normalmente tenute nelle aule e nei corridoi giudiziari ed ha abbracciato e baciato anche il pubblico ministero. Così, la donna che tre anni fa si era rivolta alla magistratura per capire se quelle cose che le raccontava la figlia tredicenne su quell’uomo che la toccava e aveva attenzioni morbose nei suoi confronti erano vere o frutto di fantasia, ha avuto le risposte che cercava. Ed ha voluto ringraziare platealmente e pubblicamente i due professionisti che le hanno creduto fino in fondo e che hanno convinto il Tribunale presieduto da Luciano Costantini ad emettere una sentenza di condanna. Sì, le prove raccolte sono state ritenute fondate per dichiarare quell’allevatore di Quarrata, Mario Del Sala, oggi settantunenne, dove pensavano di mandare la figlia a fare pet therapy con i cani che allevava, in realtà era un orco.
Tre anni di reclusione, interdizione perpetua dalla tutela e dalla curatela, interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, pagamento delle spese processuali e della costituzione di parte civile, risarcimento del danno alla parte civile da quantificare davanti al giudice civile e condanna al pagamento di una provvisionale di ventimila euro alla giovane vittima. Al giudice Costantini serve qualche minuto per leggere l’intero dispositivo ma alla mamma della tredicenne è bastato aver ascoltato quel “In nome del popolo italiano lo condanna…” per farle salire un singhiozzo di liberazione dal cuore e far scendere le lacrime dagli occhi.
«Non era una sentenza facile perché si è trattato di un processo molto tecnico – dice l’avvocato Luca Innocenti che ha rappresentato i genitori della ragazza, con la collaborazione dell’avvocatessa Ilaria Poli – Devo riconoscere che l’intero processo si è sempre svolto su un piano pacato e corretto e alla fine abbiamo ottenuto questo verdetto che riconosce che la ragazza ha sempre detto la verità e che quei fatti erano successi. Ed è esattamente quello che chiedevano i miei clienti. Volevano la verità».
Anche il pm, Giuseppe Grieco, è soddisfatto della sentenza anche se i giudici hanno in realtà dimezzato la sua richiesta di condanna che era stata di sei anni di reclusione.
Accusa e parte civile hanno dimostrato che l’allevatore di cani aveva avuto una condotta inequivocabile nel cercare di carpire la fiducia non solo della ragazza i cui genitori hanno poi sporto denuncia ma anche di almeno altre due coetanee che si erano rivolte a lui e al suo canile per la pet therapy. «I cani erano lo strumento per avvicinare le ragazze – ha detto nella requisitoria il pubblico ministero – L’affidamento di un cucciolo era l’ulteriore passo seguito da regalini, come le ricariche telefoniche, poi i messaggini e le passeggiate in campagna, fino ai palpeggiamenti nello stanzino dove erano custoditi i guinzagli dei cani».
I giudici hanno condannato Mario Del Sala ma, dimezzando la pena. L’avvocato Giuseppe Alibrandi, che sosteneva l’innocenza dell’imputato, avrà quindi su cosa lavorare in caso di appello.
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