Gioco
Pistoia in lizza per diventare capitale italiana della cultura 2016 e 2017
In finale dieci città, alle due vincitrici verrà assegnato un contributo di un milione di euro. Il Comune al lavoro per formare un comitato promotore
PISTOIA. Pistoia è tra le dieci città selezionate per il riconoscimento di capitale italiana della cultura 2016 e 2017. Oggi, proprio nel giorno di avvio del Pistoia Blues, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali ha diffuso la notizia delle dieci città italiane, selezionate dalla giuria presieduta da Marco Cammelli, in lizza per diventare capitale italiana della cultura 2016 e 2017. La giuria ha infatti esaminato i dossier di candidatura delle 24 città che avevano presentato la domanda, valutandone i caratteri innovativi, la qualità, la fattibilità e la sostenibilità a lungo termine. Oltre a Pistoia, le città selezionate sono Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Spoleto, Taranto e Terni, che dovranno presentare entro il 15 settembre i dossier di candidatura definitivi per la scelta della capitale italiana del 2016 e del 2017. Secondo quanto comunicato dal MIBACT, alle due città vincitrici verrà assegnato un contributo di un milione di euro e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del patto di stabilità.
“È questo – commenta il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli, che ha fortemente voluto che la città si candidasse al bando ministeriale - il segno ulteriore del salto di qualità, adesso riconosciuto anche a livello nazionale, che Pistoia sta compiendo nella propria offerta culturale. Si tratta, anche in questo caso, del frutto positivo di un lavoro costante e silenzioso svolto fin qui dall’amministrazione comunale, che produrrà ancora altri risultati. Pistoia ha infatti elaborato una propria capacità di fare cultura che evita proclami, raccoglie le differenze e, soprattutto, non si cala dall’alto sulla comunità, ma vi emerge e ne è la più limpida e viva espressione. Il passo di Pistoia è davvero a misura d’uomo: è questa una ricchezza di inestimabile valore. L’amministrazione proseguirà nell’investimento – che considera strategico - sulle politiche culturali: è una scelta di fondo, già contenuta nel progetto di governo, che guarda al futuro e che è fondata sull’idea che il sapere e la cultura rappresentino il primo dei diritti di cittadinanza e lo strumento primario per la coesione e l’integrazione sociale, oltreché una formidabile leva per la valorizzazione dell’identità locale in chiave turistica, di innovazione, di creatività, di benessere economico e di apertura al futuro”.
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Per partecipare al bando ministeriale per Capitale Italiana della Cultura, Pistoia ha composto un ricco dossier nel quale si evidenziano le caratteristiche storiche, artistiche e culturali della città storica e del suo territorio diffuso, e si sottolineano le numerose iniziative in programma per i prossimi anni, fra le quali, la gande mostra Marino Marini. Emozioni visive, le speciali edizioni dei Dialoghi sull’Uomo e di Leggere la Città, le celebrazioni per Ippolito Desideri, le stagioni teatrali e concertistiche, la produzione teatrale che sta muovendo passi significativi grazie all’Associazione teatrale pistoiese, il Pistoia Blues. A fare da sfondo alle molteplici iniziative che animano tutto l’anno pistoiese, vi è una città che, nel farsi più attenta ai bisogni dei cittadini e dei visitatori, va progressivamente trasformandosi, grazie anche ad una vasta serie di interventi di recupero e di valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico: l’ex ospedale del Ceppo diventerà un quartiere di alta qualità architettonica ed ambientale, libero dalle auto, con un grande parco pubblico e, nella sua parte monumentale, un nuovo polo museale di pregio, con spazi espositivi e per co-working, start up giovanili e la Casa della Città, che sarà il cuore della partecipazione attiva dei pistoiesi alla vita della città; anche il Palazzo Fabroni diverrà il Museo del Novecento e del Contemporaneo, con nuovi servizi di biglietteria e bookshop, info-point, caffetteria, e un ‘giardino d’autore’ contemporaneo; le Mura urbane saranno valorizzate, qualificate e immerse in un sistema di verde pubblico, via via più diffuso e di qualità; architetture di straordinario valore storico-testimoniale, come le chiese di San Salvatore, San Pier Maggiore, Sant’Jacopo in Castellare e la Saletta Gramsci, saranno restaurate e restituite a nuova vita, con funzioni turistiche e culturali; saranno inoltre avviati e sviluppati progetti di lunga portata sul fronte delle biblioteche e dei musei cittadini.
Questo ed altro sarà Pistoia nel 2016 e nel 2017 e avrà dunque tutti i requisiti per aggiudicarsi il titolo di capitale italiana della cultura. Il sindaco e l’amministrazione comunale sono già a lavoro, fin da oggi, per determinare tutti gli atti necessari alla costituzione di un comitato promotore di cui faranno parte i rappresentati dei principali enti, fondazioni e istituti cultuali cittadini e per individuare figure qualificate di esperti e manager culturali in grado di coordinare e sviluppare il progetto dal punto di vista tecnico. A questo lavoro, dovrà però accompagnarsi una mobilitazione viva e intelligente di tutta la città che non può che rappresentare la cifra essenziale del progetto di “Pistoia capitale italiana della cultura”.
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