Il Tirreno

Pistoia

In 8.000 per l'esordio con i Mumford & Sons

Eleonora Ferri
I Mumford & Sons sul palco del Pistoia Blues nel concerto d'esordio (Foto Lorenzo Gori)
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I Mumford & Sons sul palco del Pistoia Blues nel concerto d'esordio (Foto Lorenzo Gori)

Un pubblico di giovanissimi in attesa sotto il sole già dall'ora di pranzo per il concerto inaugurale del Pistoia Blues

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PISTOIA. Bastano poche note e piazza Duomo esplode. I Mumford & Sons hanno aperto il Pistoia Blues e la band inglese ha portato sul palco l'atmosfera folk che l'ha resa famosa in tutto il mondo, con brani degli album precedenti come “I will wait” o “Babel”. Ma il gruppo di Marcus Mumford ha conquistato il pubblico anche con i pezzi tratti dall'ultimo album, “Wilder Min”. Alle 21,46 di Mercoledì 1 luglio, fra luci viola e rosse la musica dei Mumford & Sons entra in punta di piedi nella piazza gremita (presenti oltre 8.000 spettatori) con il crescendo di “Snake eyes”, che accende il pubblico. «Siamo qui per festeggiare», dicono. E da quel momento, il pubblico canta insieme ai Mumford & Sons, lasciandosi trascinare con il secondo pezzo, uno fra i più celebri, “I will wait”.

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A partire dall’ora di pranzo, centinaia di giovanissimi fan dei Mumford & Sons, provenienti da tutta Italia e quasi tutti rigorosamente fra i 16 e i 25 anni, hanno iniziato ad affollare il perimetro di piazza Duomo. Si accampano ordinatamente all’ombra, cellulare alla mano, pronti per ascoltare il sound, fra folk e rock,della band inglese.

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“Sono tre anni che li seguiamo, fin dal primo cd – spiegano Lorenzo Marilungo e Rita Giaconi, di 20 e 19 anni che, per vedere il gruppo di Marcus Mumford, arrivano da Civitanova Marche – siamo arrivati questa mattina e resteremo a dormire qui stanotte, quello che ci piace dei Mumford & Sons è la vena folk e i testi”.

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Il filone folk sembra aver conquistato questa generazione. “Mi piace questo folk pop, questa rivisitazione che lega gli strumenti del folk tradizionale a una nuova forma – spiega Elisabetta Bernocco, 23 anni che, insieme a delle sue amiche, Anna, Maria e Anna di 17 anni è arrivata da Alba direttamente a Pistoia per ascoltare la band inglese – dalle 13,30 siamo in piazza per cercare di arrivare sottopalco, poi non dormiremo qui a Pistoia ma ripartiremo dopo il concerto o dormiremo in macchina!”. C’è anche chi ha colto l’occasione per visitare la città. Nel caldo delle 16 una manciata di giovanissimi escono dal Battistero di piazza Duomo. “Siamo venuti appositamente la mattina per vedere anche la città – spiega Lorenzo Falciani, 20 anni da Siena e Olivia McAllister 21 anni – ci piacciono i Mumford & Sons e poi non ero mai stato a Pistoia e penso sia una bella piazza, un bel palco per un concerto. Abbiamo mangiato in un ristorante in centro, abbiamo vistato il Battistero e ora andremo a vedere il Duomo”.

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Sono in molti, data anche la giovane età, a non essere mai stati al Pistoia Blues. Intorno alle 18 sono già tutti in fila per entrare: due file, quelle in corrispondenza delle due entrate e uscite (in via Roma e via degli Orafi) abbastanza composte e tranquille che contano alcune centinaia di giovanissimi. “E’ la prima volta che veniamo, e siamo qui dalle 8 di stamattina – spiegano Lorena Bartolozzi e Virginia Zecchino di 23 e 21 anni, che intorno alle 18 sono in prima fila, pronte ad entrare. Una volta aperti i cancelli, inizia l’attesa. “Li adoro, fanno musica stupenda” spiega Martina Marano, 23 anni, che ha seguito i Mumford & Sons partendo da Salerno, sia al concerto di Roma che a questo di Pistoia.

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Anche per gli alberghi dovrebbe essere andata bene, visto che qualcuno afferma che “non ci sono più posti liberi per dormire da nessuna parte, al massimo dormiremo in piazza!” scherza Mauro Brunetto, che è venuto da Lodi per vedere il concerto. Una buona affluenza, e un pubblico giovanissimo, tanto che qualche genitore ha anche chiamato l’ufficio turismo del comune: “Alcuni genitori hanno chiamato da Teramo o da Genova, per stare più tranquilli” spiega Paolo Lombardi dell’ufficio turismo in piazza Duomo.

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