Sicurezza
Centri per disabili chiusi e venti ragazzi restano a casa
Il consigliere di Pistoia Domani, Alessandro Tomasi, denuncia l’accaduto e dà la responsabilità all’amministrazione che non ha approvato il bilancio
PISTOIA. Venti ragazzi con disabilità lasciati a casa dall’oggi al domani per una mera questione di cassa su cui nessuno è intervenuto nei tempi dovuti. Da ieri mattina le attività comunali del centro socio-abilitativo “Il piccolo principe” di via di Canapale e dello spazio “La fabbrica delle emozioni” di via Antonelli sono sospese «a causa dei ritardi nell’approvazione del bilancio del Comune» spiega Giampaolo Giuntini, il presidente della cooperativa Se.af, che è impegnata nel centro di Canapale con quattro operatori. La comunicazione ufficiale dell’amministrazione sulla sospensione delle attività «è arrivata solo martedì 30 giugno». Le famiglie parlano di una decisione «assurda e oscena» del Comune, che va a colpire i ragazzi in modo inaccettabile. A denunciare la chiusura dei centri è stato il consigliere di Pistoia Domani, Alessandro Tomasi.
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«Che il bilancio sarebbe stato approvato in ritardo (i termini scadono il 30 luglio, ndr) si sapeva da tempo. Nonostante ciò, non hanno fatto niente per mantenere in piedi queste attività essenziali. Come fanno allora – incalza Tomasi – a mandare avanti gli altri servizi? Sulle varie iniziative organizzate in città il problema del bilancio da approvare non ha avuto conseguenze. I danni maggiori – continua il consigliere d’opposizione - si sono avuti nel sociale e a pagare, purtroppo, sono sempre i più deboli. Trovare una soluzione a questi disagi non è una questione tecnica ma un imperativo morale. Se i soldi ci sono si conceda la proroga per un mese e si paghi dopo l’approvazione del bilancio».
Il Piccolo principe accoglie ragazzi con disabilità dal lunedì al venerdì, con orario 9-14. Sarebbe dovuto restare aperto fino al 31 luglio, così come La fabbrica delle emozioni che in estate è frequentata da 8 giovani per tre mattine alla settimana. Ad occuparsi dei ragazzi, in questo caso, sono gli operatori della Cooperativa Arké, raggiunta dalla stessa comunicazione del Comune che parlava di una sospensione temporanea in attesa dell’approvazione del bilancio di previsione.
«La cosa più assurda – dice Annalisa Paolieri, mamma di uno dei giovani accolti in via Antonelli – è che da anni ci sono i soliti ragazzi nel centro. Non lo sapevano che c’erano? Come hanno fatto a non prevederlo? Era una cosa da preventivare, e non era neppure difficile farlo. Invece hanno aspettato fino all’ultimo per poi dirci che il servizio era sospeso. Ieri (martedì, ndr) la referente ci ha avvertiti della chiusura. Questa decisione, assurda e oscena, crea gravi problemi ai nostri ragazzi che, al contrario, hanno bisogno di punti fermi che possano tranquillizzarli nelle loro giornate. In questo modo tagliano le gambe e tolgono la serenità a tutti. Chiederemo di parlare al più presto con l’assessore anche se –precisa Paolieri - la sensazione è che ormai mio figlio e gli altri passeranno l’estate a casa». Intanto Giuntini della cooperativa Seaf informa che i quattro operatori impegnati in via di Canapale, e rimasti senza lavoro di punto in bianco, sono stati «mandati tempestivamente in ferie» in attesa di una soluzione.
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