Il Tirreno

Pistoia

Uniser, restano tre soci ma l’attività può ripartire

Tiziana Gori
Il presidente della Fondazione Caript Ivano Paci e il sindaco Samuele Bertinelli
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Il presidente della Fondazione Caript Ivano Paci e il sindaco Samuele Bertinelli

Comune e Fondazione Caript rilevano le quote della Camera di Commercio. Difficile però che l’ente locale versi più soldi, si cercano nuovi partner

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PISTOIA. Fumata bianca per il polo universitario pistoiese. Il consorzio Uniser, messo fortemente in difficoltà dalla fuoriuscita di gran parte dei soci fondatori, resiste e riparte, con una diversa distribuzione delle quote. Sarà un’università con meno corsi di laurea e più orientata sulle specializzazioni post laurea e sui master.

Nell’assemblea straordinaria tenutasi nella sede di via Pertini, Fondazione Caript e Comune di Pistoia hanno rilevato le quote della Camera di Commercio, passando entrambi dal 20 al 36%. Resta, dei soci fondatori, anche l’Università di Firenze, la cui partnership nel consorzio Uniser sale dal 2 al 3,6%. Resta, provvisoriamente, anche la Provincia di Pistoia. «Il presidente Rinaldo Vanni - spiega Alessandro Pagnini, presidente di Uniser - vuole capire come muoversi in seguito alla riorganizzazione delle Province. Lo ringrazio per la disponibilità data, e mi auguro che nuovi soci possano presto acquisire le quote della Provincia. I soci uscenti hanno votato all’unanimità di non avanzare richieste economiche e garantito un appoggio esterno». La revisione dello statuto è stata firmata alla presenza del notaio Antonio Marrese.

Il consorzio Uniser era nato nel 2001 e tra i soci fondatori, insieme al Comune di Pistoia e alla Fondazione Caript, erano presenti la Provincia di Pistoia e la Camera di Commercio, ai quali si sono aggiunti nel 2002 Ansaldobreda Spa, Assindustria e l’Università di Firenze e più recentemente il Comune di Quarrata. Di tutti questi, dopo l’assemblea straordinaria di mercoledì, sono rimasti solo in tre, più la posizione in stand by della Provincia. Ma le attività, dopo il blocco prudenziale seguito alla richiesta di 107.000 euro da parte della Camera di Commercio come “buonuscita”, ripartono. Franco Michelotti, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti pistoiesi, chiamato ad una perizia sul valore delle quote consortili (se ne avessero o meno) ha stabilito che non ne hanno: la Cciaa non può pretendere niente.

«Uniser - afferma Pagnini - è un consorzio, resta tale, e Pistoia continuerà ad avere un polo universitario. Il mio impegno è trovare nel più breve tempo possibile nuovi soci, e anche sponsor per le attività portate avanti. Dal 12 al 15 luglio, ad esempio, 70 studenti e 16 professori da tutt’Italia saranno a Pistoia per una scuola estiva, fermandosi in città per mangiare e dormire, e l’economia gira. Il master in paesaggistica riprenderà in autunno, come quello sugli asili nido e il master in biotecnologie. Diventerà un master di livello internazionale, con la partecipazione di studenti cinesi dall’università di Nanchino. Credo che l’università possa dare molto a Pistoia, diventare un brand».

Uniser riparte con lo stesso capitale sociale (circa 500.000 euro). Difficile che il Comune versi di più per la quota annuale (100.000 euro). Maggiori quote, aveva specificato alcune settimane fa l’assessore al bilancio Daniela Belliti, non significano maggiori contributi. I finanziamenti potrebbero arrivare dalla Fondazione Caript, ma parzialmente a scapito di altri eventi sponsorizzati in città. La coperta è corta, urge cercare nuovi sponsor e soci.

 

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