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Il cartello stradale della discordia

Il cartello stradale della discordia

Un segnale mal posizionato “esclude” alcune borgate di Bardalone dalla frazione. L’ira dei residenti

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BARDALONE. “Che paese è?”. Così si legge sul cartello scritto a mano da qualche abitante di Bardalone, o meglio di quella parte di paese che fino a qualche giorno fa era ricompresa nel centro urbano di Bardalone e che adesso non si sa più di “che paese è”.

Il foglio scritto a pennarello è la risposta ad un altro cartello, in questo caso di quelli stradali, apposto giovedì dal Comune di San Marcello lungo la strada che dalla regionale 66 raggiunge diverse borgate sparse in alto al paese. Si tratta di un cartello di fine centro urbano, per chi proviene dalla strada regionale, e di inizio centro urbano per chi vi si avvicina. La sua apparizione improvvisa ha lasciato di stucco gli abitanti di molte borgate che automaticamente sono rimaste tagliate fuori dal paese di cui avevano sempre fatto parte. Facile immaginare l’espressione attonita di chi, tornando a casa dal lavoro, ha scoperto improvvisamente di non abitare più, almeno in via formale, a Bardalone.

Il problema dell’esclusione riguarda diverse borgate: La Casa, Case Ducci, Case Pellegro, Case Cola, Case Alberto e Campo Magno. «Mi domando – esordisce Roberto Prioreschi che si è imbattuto nel cartello andando a trovare due amici nella zona – ma che senso ha dividere un paese? Quelle tagliate fuori da Bardalone erano le vecchie e originarie borgate storiche, poi sono sorte le case costruite lungo i 2 km della via regia granducale e la piazza. Risale invece ad un’epoca recente l’ampliamento residenziale nella zona di La Macava, dove esistevano altri piccoli nuclei abitati come Casa Le Meniche, Case Bargellini, La Fontanaccia e una vecchia villa poderale. Sarà anche una norma di legge mettere il cartello di fine paese – aggiunge Prioreschi -ma dove finisce un paese come Bardalone che si sviluppa su tre direttrici pressoché lineari? Chissà se esiste anche una legge, fra le oltre 50.000, che dice di rattoppare le migliaia di buche che sono sulle strade che conducono a queste frazioni».

La vicenda sta facendo il giro dei social network. «Mi sembra un cosa assurda- spiega Mauro Ducci, residente di Case Pellegro – e adesso di che paese facciamo parte, visto in questa zona non ci sono altri centri urbani confinanti? Ci sentiamo messi da parte».

Elisa Valentini

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