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Profughi, trovati altri 215 posti in provincia di Pistoia
A Lizzano la Curia ne mette a disposizione 40, 74 in Valdinievole, 30 ad Abetone. Animata assemblea nel paese montano: troppi, possiamo gestirne una decina
PISTOIA. Duecentoquindici. Sono i nuovi posti per l’accoglienza ai profughi individuati nella nostra provincia attraverso la seconda manifestazione di interesse bandita a maggio dal prefetto Angelo Ciuni. Posti che si aggiungono ai 285 messi finora a disposizione - 273 dal consorzio di cooperative sociali Co&so, spalmati su vari Comuni e oggi saturi, e 12 dall’Arci – e ai 45 profughi alloggiati in hotel a Marliana e Pescia.
Quattro soggetti, ritenuti idonei ad accogliere migranti, si sono aggiudicati l’accesso alla nuova graduatoria a punteggio stilata dalla Prefettura. Vincitore è di nuovo Co&So con 114 nuovi posti distribuiti fra i 40 nella casa vacanze a Lizzano pistoiese (San Marcello), resa disponibile dalla Curia, e 74 ripartiti fra Montecatini, Monsummano e Pescia.
Seconda classificata, l’Arci con 40 nuovi posti. Terzo il consorzio opere di Misericordia della Toscana che ha individuato 30 posti nel Comune di Abetone. Col punteggio più basso, ma sufficiente, vi è l’hotel Europa di Marliana che ospita tuttora 15 dei circa 50 profughi che vi furono collocati in massa oltre un anno fa. Quando ci saranno nuovi arrivi, la Prefettura contatterà i soggetti in ordine di graduatoria per stipulare le convenzioni.
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Ad accogliere i migranti si prepara già Lizzano dove giovedì 25 giugno si è svolta un’assemblea pubblica indetta dal sindaco Silvia Cormio, affiancata dai rappresentanti del Co&so, della cooperativa Arké, che gestirà la casa vacanze, e da Marcello Suppressa, direttore della Caritas diocesana. Più che per l’accoglienza in sé, esperienza che Lizzano ha già affrontato nel 2011, dando prova di grande apertura, gli abitanti hanno dimostrato perplessità per i 40 posti dichiarati, troppi rispetto ai circa 100 abitanti del paese. Molti presenti hanno chiesto di ridurre il numero a 10, ma Federico Grassi, presidente di Arké, ha detto che “non è possibile attivare una struttura così grande per pochi posti”. «Quaranta è solo il numero massimo – ha aggiunto- l’intenzione è di partire con una ventina».
«Con Lizzano e Maresca - ha sottolineato Cormio - chiudiamo la nostra disponibilità. Poi toccherà agli altri Comuni fare la loro parte». La data di arrivo non è nota, mentre la disponibilità della struttura è per un anno.
«Il vescovo e i sacerdoti locali hanno espresso il desiderio di attivare poi un progetto coerente con la vocazione originaria» ha detto Suppressa. Gli abitanti hanno rimarcato l’assenza di servizi in paese per intrattenere i profughi – non c’è nemmeno un bar - e di illuminazione pubblica in certe vie. «Come sempre – hanno commentato – le istituzioni si ricordano di Lizzano solo in situazioni scomode».
Un massimo di 10 profughi è la richiesta avanzata anche da Giuseppe Montagna, consigliere comunale di opposizione che ha criticato la Diocesi. «Questa casa vacanze finora è stata utilizzata quasi solo per scopi per cui era nata – ha detto –ospitare ragazzi e famiglie in vacanza contribuirebbe al rilancio di Lizzano. Con queste politiche, invece, si segna la fine certa di un paese che sta morendo. Scriverò ogni giorno al Vescovo per ricordagli che 20 profughi a Lizzano sono troppi».
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