Gioco
Montagnarte è ok con venti artisti per le vie del paese
CUTIGLIANO. Un cervello collegato a due bulbi oculari, il sinistro che osserva una città alla luce del giorno e il destro di notte. Ma lo skyline è cambiato: palazzi contorti e finestre che diventano...
CUTIGLIANO. Un cervello collegato a due bulbi oculari, il sinistro che osserva una città alla luce del giorno e il destro di notte. Ma lo skyline è cambiato: palazzi contorti e finestre che diventano bocche ed occhi. È “Double mind”, il graffito realizzato dall’artista pistoiese di 16 anni Andrea Melani, durante il simposio Montagnarte che si è tenuto lo scorso weekend a Cutigliano. Il graffito, menzione speciale della giuria, occupa la superficie di 7 garage comunali che delimitano il grande parcheggio Sant’Antonio, all’ingresso di Cutigliano. Un’idea forse un po’ folle per un borgo montano. D’altronde “Follia luce nel buio” era il tema della 3° edizione del simposio d’arte che gli organizzatori definiscono “da record”. Oltre 20 artisti, per la prima volta anche stranieri, hanno lavorato per le strade del paese, sotto gli occhi di molti visitatori, anche da fuori montagna. Le opere sono state donate al paese, come tradizione. Eppure, restituite per il momento agli artisti, vista la mancanza a Cutigliano di uno spazio adeguato dove conservarle. Un problema che caratterizza Montagnarte sin dalla nascita: l’idea iniziale di istituire un museo di arte contemporanea a Cutigliano è rimasta perciò inattuata e fra gli organizzatori si era fatta largo l’idea di vendere alcune opere all’asta per autofinanziarsi. Ipotesi tuttavia sgradita all’artista Silvio Viola che, durante l’inaugurazione del simposio, ha lanciato al sindaco Tommaso Braccesi un appello ad individuare un locale espositivo. «Più che il valore venale oggi, queste opere avranno valore domani, come collezione- ha detto – il mio appello è a non disperderle e ad esporle in un museo che potrà interessare studenti, residenti e turisti».
«Anche l’essere nate qui è un valore– fa eco l’artista Ermanno Baldassarri–una testimonianza che si rinnova». Migliori opere premiate dalla giuria: il pannello di Edoardo Buccianti per la street art; i ritratti di Matteo Gradi; la scultura “L’Orlando furioso” di Tommaso Sforzi; l’installazione con figure trasparenti di Alicia Bernal. (e.v.)
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