Sicurezza
Dall’Ucraina la disperazione della compagna di Gangale
Lidiya non può rientrare in Italia per il blocco dei flussi. Corsa contro il tempo per sposare l’ex elettricista, tetraplegico dopo un’aggressione
AGLIANA. «Sto facendo di tutto per tornare in Italia per sposare Gianni e poter stare accanto a lui». A parlare è Lidiya, compagna di Gian Michele Gangale, che dopo essere rientrata in Ucraina lo scorso 19 maggio per motivi familiari non riesce a rientrare in Italia a causa del blocco dei flussi. Si sentono per telefono da un mese Gian Michele e la compagna, che lo ha assistito giorno e notte da quando il trentasettenne ha subito l’aggressione nella propria abitazione di Buriano nel gennaio del 2013, che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Gian Michele, intanto, da quando la compagna è andata in Ucraina, dopo un primo periodo in cui l’Asl gli ha messo a diposizione un’assistente domiciliare (soluzione poi rivelatasi non sufficiente a fornirgli tutto l’aiuto necessario) ha dovuto abbandonare l’appartamento preso in affitto nel centro di Agliana per essere ospitato in alcune strutture specializzate, in attesa del rientro di Lidiya. Una situazione, sottolinea la compagna, non certo ideale per l’ex elettricista, che tornerebbe volentieri nell'abitazione di Agliana per condurre una vita più serena, assistito da lei.
«Sono preoccupata per Gian Michele – spiega Lidiya – che sta spendendo molto per la permanenza nelle strutture che lo stanno ospitando e non si trova bene lontano da casa sua». Quello che è certo e che per Lidiya non sarà né semplice, né rapida la via del ritorno. La soluzione potrebbe essere quella di un visto turistico che le permetterebbe di raggiungere l’Italia non direttamente dall’Ucraina, ma passando da un altro Paese. Per adesso però la donna, che non tornava dalla propria famiglia di origine da circa 3 anni e mezzo, deve attendere ancora qualche giorno per avere delle risposte a sapere come organizzarsi. In Ucraina, inoltre, la situazione non è facile a causa delle conseguenze prodotte dalle turbolenze con la Russia. «Con la guerra – ricorda Lidiya – i prezzi adesso in Ucraina sono più alti che in Italia».
In cerca di una soluzione per questa difficile situazione si sta muovendo Maurizio Ciottoli, consigliere comunale ad Agliana del gruppo di opposizione Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale, che proprio in questi giorni ha lanciato un appello, annunciando di voler scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Da mesi Ciottoli sta seguendo la vicenda di Gian Michele, portando il caso in consiglio comunale allo scopo di ottenere un aiuto economico per fare fronte alle tante spese che Gangale deve sostenere per vivere quotidianamente, curarsi e ricevere assistenza. La storia dell’uomo, oggi residente ad Agliana, prima ancora di questo ulteriore sviluppo è stata seguita anche dalla trasmissione di Rete 4 “Quinta Colonna”.
In occasione della diretta su Rete 4, ha più volte ricordato Ciottoli, rappresentanti delle istituzioni e politici nazionali di ogni schieramento, da destra a sinistra, hanno promesso di interessarsi al caso, ma, per adesso, le promesse non hanno avuto seguito. Oggi la situazione si è resa ancora più problematica a causa delle difficoltà burocratiche che bloccano in Ucraina la compagna di Gian Michele.
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